Ascesa Di Lorenzo: dalla serie C alla Nazionale in due anni

Due anni fa lottava in serie C col Matera. Adesso si è ritrovato a vestire la maglia della Nazionale. Parliamo di Giovanni Di Lorenzo, difensore classe '93, convocato dal ct Roberto Mancini per lo stage in maglia azzurra insieme ai più promettenti prospetti giovanili italiani. Il tutto, al primo anno in Serie A. La Giovane Italia ha intervistato Mariano Fernandez, ex uomo mercato del Matera e attuale direttore sportivo della Virtus Francavilla in Serie C, per scoprire meglio il prospetto di proprietà dell'Empoli.

Come arrivò Di Lorenzo in Lucania?
"L'avevo visto giocare al Cuneo e alla Reggina, mi intrigava già da tempo. Nel 2015 i calabresi ebbero problemi e capii che era l'annata giusta per provarci. Quindi chiamai lui e la famiglia e ci riunimmo a Matera. Gli feci una proposta che incontrò il suo favore. All'epoca fui bravo e fortunato, perché aveva diverse situazioni in atto: eravamo in diversi a credere che fosse un giocatore di prospettiva. Lui ha creduto in me e, per sua e mia fortuna, ha disputato due grandi stagioni".

Niente procuratore all'epoca?
"Lo stava cambiando proprio quell'estate. Quindi, quando ci vedemmo, ne era sprovvisto. Ma stiamo parlando di un ragazzo molto intelligente, con una famiglia senza grilli per la testa. Tutta gente seria che pensava solamente al bene del ragazzo".

Che giocatore era a Matera?
"Ricordo ancora il suo primo giorno. Noi arrivavamo da una sconfitta nella semifinale playoff, la piazza voleva giocatori importanti per ambire al gran traguardo. Io lo portai in sordina a Matera e senza dire nulla lo feci allenare. Il capitano di allora, Gaetano Iannini, mi prese da parte e mi chiese da dove venisse quel portento della natura, perché agonisticamente aveva disputato una grandissima seduta nonostante fosse un ragazzino. La stessa squadra, insomma, lo volle sin da subito al suo interno, anche perché andò a mille all'ora sin dal primo allenamento. Anche i tifosi gli volevano bene perché non si risparmiava mai".

In cosa è migliorato per arrivare dalla C alla A in due anni?
"Doveva migliorare tecnicamente soprattutto in fase offensiva: cross, ultimo passaggio, proiezione in avanti. E ci è riuscito perché, da gran lavoratore qual è, si è subito messo in discussione in un ambiente pieno di giocatori esperti che gli hanno saputo dare una mano. Aveva le potenzialità per arrivare in Serie A e, infatti, ci è arrivato".

Si aspettava di vederlo così presto in massima serie?
"Si, non mi ha sorpreso per niente questa sua scalata con l'Empoli, con la vittoria del campionato di B da debuttante. Molto maturo per la sua età, si è sempre saputo adattare".

Siete rimasti in contatto?
"Si, ci sentiamo di tanto in tanto, dopo la convocazione in Nazionale ci siam scambiati dei messaggi. C'è stima reciproca e sa che sono orgoglioso della sua carriera. Noi dirigenti cerchiamo di aiutare il più possibile i ragazzi, son contento che quell'anno a Matera abbia scelto lui, anche perché poi arrivò una plusvalenza importante".

Con l'Empoli quasi in cadetteria, cosa succederà a Di Lorenzo?
"Penso e spero rimanga in massima serie, anche perché anche in caso di salvezza dei toscani per me salirà di livello, andando in un club più importante. Ha fatto molto bene in C, in B e in A. Sono sicuro che continuerà a fare bene, lo dice la sua storia".