Dal Ravenna alla Nazionale: Salvatore Esposito l’indovino

Dalla Primavera all’estate. Non solo in natura ma anche nel calcio, soprattutto di Serie C. Di solito i giovani che terminano il loro periodo di formazione nelle giovanili, passano a giocare tra i grandi in estate, approfittando della preparazione per attrezzarsi meglio al “grande salto”. Salvatore Esposito, appena convocato per i Mondiali Under 20, ha fatto tutto nel giro di 72 ore. Dalla Primavera della Spal al debutto in Lega Pro col Ravenna, dal giovedì al sabato. Come ha raccontato Matteo Sabbadini, direttore sportivo dei giallorossi, ai microfoni de La Giovane Italia: “Di solito quando arriva un giovanissimo pensi che entrerà nello spogliatoio in punta di piedi, che passeranno diversi mesi prima di poterli utilizzare al massimo delle loro possibilità. Lui, nonostante sia un classe 2000,  con grande personalità ha fatto tutto nel giro di tre giorni. È arrivato in un giovedì di gennaio, ha svolto un solo allenamento e sabato, nella ripresa, è entrato in campo, siglando il gol del pari con la Triestina. E il bello è che me l’aveva pure detto”.

Cioè?
“Prima del match con la Triestina mi avvicino per chiedergli come va, visto che potrebbe essere il giorno del suo debutto. E mi risponde: ‘Se oggi gioco faccio gol su punizione’.  L’ha fatto per davvero, all’ultimo minuto. Ovviamente su punizione. Un indovino (ride ndr)”.

Un impatto da predestinato.
“Perché lo è. Ha una personalità da veterano, è un giocatore di grande prospettiva. Ha grandi doti tecniche e un grandissimo tiro. Il suo habitat naturale è davanti la difesa, gioca bene indifferentemente sia sul corto che sul lungo. E ha una grande costanza: a parte un paio di assenze tra le chiamate in azzurro è un infortunio a un dito, è sempre stato in campo. Inoltre è un ragazzo d'oro che si fa voler bene e sa stare in gruppo. È stato accolto benissimo perché lui si è fatto accogliere bene. Il mister l'ha messo nelle condizioni di esprimersi al massimo e lui non si è risparmiato. Sempre su punizione, ci ha fatto vincere anche il derby a Rimini. Ha un futuro luminoso, siamo contenti di averci visto lungo”.

E di vederlo tra pochi giorni in Nazionale.
“Siamo orgogliosi del fatto che il Ravenna verrà rappresentato al Mondiale Under 20. Gli consiglio di godersi al massimo l’esperienza, di divertirsi e, soprattutto, di fare quello che sa fare, senza strafare. E ci tengo anche a ringraziare la Federazione che ci ha permesso di averlo in squadra per i playoff”.

A proposito di vederci lungo, com’è finito al Ravenna?
“L’avevo seguito dal vivo un paio di volte, onestamente non credevo di riuscire a prenderlo perché pensavo che altri club, magari più blasonati, l’avrebbero contattato. Per nostra fortuna non l’hanno fatto e, quando mi son fatto avanti, mi ha detto che voleva giocare subito con i grandi e contro i grandi. Non aveva paura di lasciare un ambiente protetto come la Primavera della Spal per tentare subito l’avventura in serie C. Ricordiamoci che era uno dei giocatori più importanti della giovanile estense, per lui sarebbe stato molto più comodo rimanere lì, almeno fino a fine stagione”.

Ma i tifosi cosa ne pensavano?
"Di solito a gennaio vai a prendere giocatori mirati, cioè over che ti rinforzano immediatamente l'organico. Quando è venuto fuori il nome di Esposito c’è stato un po’ di scetticismo da parte della piazza, essendo un 2000. Qualcuno pensava che sarebbe venuto giusto per far numero. Ma, ovviamente, tutti l'hanno subito apprezzato appena è sceso in campo”.

A proposito di predestinati, in famiglia non son da meno.
“Mi ha raccontato con grande orgoglio del fratello Sebastiano, classe 2002 che ha debuttato in Europa League, e dell'altro fratellino, Francesco Pio, classe 2005, che gioca anche lui nell'Inter. E mi ha parlato anche della sua esperienza da piccolino a Castellammare: vive per il calcio, vuole arrivare in alto. Lo vedi da come si comporta, da come parla. Come i giocatori che vengono dal sud: credo abbiano un po' di fame in più, una maggior faccia tosta. Inoltre fanno più sacrifici, visto che i grandi club sono prevalentemente al nord. Quindi si trasferiscono da giovani e crescono più in fretta".

Chiusura sul futuro: il prossimo anno dove vedremo Salvatore?
"Sarà quasi impossibile trattenerlo, direi che abbiamo più o meno l'1% di possibilità. Credo che salirà di categoria. Gli ho voluto dare un consiglio: ‘non pensare semplicemente ad andare in B ma cerca una squadra che abbia un progetto serio su di te’. Se azzecca la squadra, farà benissimo”.

Credit foto: Ravenna Calcio