Focus Primavera. Borghetto, figlio d’arte sull’altra sponda dell’Adige.

L’Hellas Verona non soffre di vertigini e vola alto nella classifica del campionato Primavera 1,  anche grazie alle parate di un giovane abituato a sognare ad alta quota.

Nicola Borghetto è uno dei protagonisti dell’inizio di stagione da applausi : lanciato da mister Porta nella seconda giornata, il portiere classe ’99 ha risposto con tre partite da protagonista che sono coincise con altrettanti successi centrati dai veronesi.

Un impatto davvero degno di nota, per un ragazzo che è diventato grande molto in fretta: titolare inamovibile già nello scorso campionato di Serie D, giocato con la maglia del Belluno e concluso al sesto posto della classifica del Girone C.  Una sorta di corso accelerato che gli ha permesso di confrontarsi precocemente con i ritmi e le pressioni del calcio dei grandi.

I risultati di questo percorso evolutivo sono sotto gli occhi di tutti: vedere l’ultima partita per credere.  Filadelfia rovente, durante e soprattutto dopo il match,  Borghetto ha tenuto in piedi l’Hellas annullando tutti tentativi di fuga di un Torino che si è poi arreso alla rimonta perfezionata dai compagni del giovane numero uno.

L’arrivo in gialloblù, avvenuto nel corso dell’estate, ha rappresentato la chiusura di un cerchio per un ragazzo che compirà diciotto anni il prossimo 25 novembre: Nicola ha i guantoni (e Verona) nel sangue, visto che papà Marco ha vestito la maglia del Chievo dal ’94 al ’98, difendendo i pali della porta clivense nel campionato di Serie B.

Una sfida in famiglia a distanza quindi, quella tra padre e erede, con un passaggio di consegne che però non è stato immediato: Nicola nasce infatti come giocatore di movimento, ma alla prima occasione è stato dirottato tra i pali per sopperire all’assenza di un compagno.

Da allora l’area di porta è diventato il suo habitat naturale,  la riserva nella quale un ragazzo semplice e tranquillo fuori dal campo (PlayStation e amici i diversivi) diventa guardiano inflessibile del suo tempio pagano, con i pali che si trasformano nelle colonne di un sacrario antico da proteggere e custodire.

La prossima tappa del sogno ha un nome e un cognome: Marc’Antonio Bentegodi, la casa della prima squadra con la quale Nicola già si allena e che, prima ancora della sua nascita, ha rappresentato il palcoscenico prediletto per le recite di papà Marco.

Dal Chievo all’Hellas, con il gialloblù e i guanti da portiere a fare da minimo comune denominatore: dimenticatevi Montecchi e Capuleti, perché presto Verona potrebbe essere riunita sotto il nome dei Borghetto.

Filippo Ferraioli di MondoPrimavera.com 

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