Mattia Pitzalis: Olbia, Cagliari e una Sardegna da amare

Il sardo sordo. Ai richiami del Continente. Per rimanere in terra sarda. Sembra una filastrocca, è la descrizione di Mattia Pitzalis. Il laterale classe 2000 di proprietà del Cagliari e in forza all'Olbia si è raccontato ai microfoni de La Giovane Italia.

Un intero girone d'andata in panchina. Fino a febbraio, 83 minuti. Poi l'exploit nelle ultime settimane.
"La cosa non mi ha pesato e non mi pesa. Sapevo prima ancora di arrivare a Olbia che i primi mesi sarebbero stati duri e che solamente col tempo e col duro lavoro avrei giocato di più. Va bene così, io mi sono allenato sempre bene e sono sempre stato tranquillissimo. È vero che questo, per me, è il primo anno senza giocare da titolare ma la differenza tra un settore giovanile e una prima squadra professionistica è grossa. Avevo messo in conto le difficoltà iniziali. E poi sulla fascia c'è Cotali, un veterano che merita di giocare perché forte. Quindi la situazione non mi demoralizza, anzi: mi aiuta a dare di più".

Con Carrarese e Arzachena due gran partite a detta degli addetti ai lavori.
"Sarò onesto: mi aspettavo di far bene perché mi ero allenato al massimo. Se ti prepari alla grande e l'approccio al match è quello giusto, diventa difficile sbagliare. Peccato solo che nel derby sia andata male".

A proposito di derby, la tua provenienza è Cagliari.
"Ed essendo nato a Siliqua, in un piccolo comune vicino il capoluogo, mi sento cagliaritano. Andavo anche a scuola lì e sin dall'età di dieci anni indossavo la maglia del Cagliari. Quest'anno, dopo tre annate in Primavera, insieme alla società abbiam preferito fare il salto, puntare a giocare con i grandi. In realtà in parte lo avevo fatto nella prima stagione in Primavera, dal momento che avevo iniziato sotto età con i classe '97. E poi sono contentissimo di poter stare vicino casa: Olbia e l'Olbia sono l'ideale per iniziare. Questa è un'oasi felice".

Mattia Pitzalis da bambino al Cagliari

E soprattutto si trova in Sardegna...
"È la mia terra, sono molto legato a lei. Non mi ci vedo fuori dalla Sardegna: anche per questo il mio obiettivo è di tornare un giorno al Cagliari. Intanto mi godo Olbia".

Come hai iniziato a giocare?
"In ritardo. I miei compagni a cinque anni erano già nella scuola calcio del mio paese, io ci arrivai soltanto tre stagioni dopo. Chiesi a mia madre di poter stare con loro e mi accontentò. Sono molto grato ai miei genitori perché non mi hanno mai creato assilli. Anche papà mi ha spinto a provare l'avventura con l'Olbia: la mia famiglia mi è sempre stata vicina, mi ha sempre aiutato nelle scelte ma non mi ha mai messo pressione".

Quando hai capito che potevi arrivare tra i professionisti?
"Il primo anno di Primavera: contro i classe '97 mi sono reso conto di avere qualità che altri 2000 non hanno e devo sfruttarle al meglio".

A Olbia sei in buona compagnia in quanto a 2000.
"Bellodi, Biancu, Caligara. Direi proprio niente male. Ma tutto il gruppo è bellissimo: mi ha accolto bene, andiamo d'accordo e poi c'è capitan Pisano che è un grande: nonostante la gran carriera in Serie A non ha problemi a dare una mano a tutti noi, sfruttando la sua esperienza".

Hai pronto un piano B nel caso il calcio non diventi il tuo mestiere?
"Al momento c'è solo il calcio nella mia testa. E anche la scuola, perché devo diplomarmi. Sono al quarto anno del Liceo Sportivo dopo aver iniziato al Turistico. Però i carichi di studio erano troppo pesanti da conciliare col pallone e allora ho cambiato. Comunque a volte penso a cosa potrei diventare se non riuscissi a sfondare: e mi viene in mente il mestiere dell'allenatore".

Momento autocritica: in cosa devi migliorare?
"Fisicamente, ho tanto lavoro da fare in palestra. Devo avere più forza per far meglio sulla fascia. Lì mi piacciono tutti i ruoli, dal terzino all'ala, mentre al centro del campo non mi ci vedo (ride NdR)".

Chiusura con il momento dell'Olbia, fuori dalla lotta playoff.
"Abbiamo ritrovato un po' di continuità anche se in casa potevamo far meglio. La salvezza era il primo obiettivo e l'abbiam quasi raggiunta, per i playoff ora bisogna vincere tutte, non abbiamo altra scelta".

Mattia Pitzalis in Serie C (Foto Ufficio Stampa Olbia)