Nicola Mosti, l’Under 23 della Juve che fa grande l’Imolese

Un trequartista con un gran bel vizio. Quello del gol. Nicola Mosti, prospetto offensivo di proprietà della Juventus, si sta mettendo in mostra con l'Imolese in un'annata da favola. Termine, quest'ultimo, che potremmo utilizzare anche per descrivere il cammino del club romagnolo in questa Serie C. Il classe '98 si è così raccontato ai microfoni de La Giovane Italia.

Trentatré presenze, cinque gol e tre assist. E un gran posizionamento nei playoff.
"Un gran bel periodo: sto trovando continuità, sto trovando anche la via del gol e ho trovato, soprattutto, una squadra che mi fa esprimere alla grande. Senza questo gruppo, questo mister e questa organizzazione di gioco, non avrei fatto così bene".

E parliamo di questo mister Dionisi e di questo club.
"Il tecnico ci ha dato una grossa impronta di gioco fin da subito, la società è fortemente organizzata, con un bel centro sportivo e non ci fa mai mancare niente. Il gruppo è molto bello e giocando in questa maniera viene valorizzato il singolo".

Il tuo cartellino è della Juventus. Eppure non sei nell'Under 23 bianconera.
"Mi sarebbe piaciuto giocare con i bianconeri, avrei ritrovato tanti compagni delle giovanili. Però stare alla Juve per poi non giocare non sarebbe stato il massimo. E visto che il rischio c'era, ho deciso di prendere al balzo un'occasione chiamata Imolese. Anche il mio club d'appartenenza ha preferito mandarmi in prestito. E abbiam fatto entrambi la scelta giusta, visto che Imola è stata la piazza giusta sia per giocare il più possibile sia per esprimermi al meglio".

Un anno fa la tua prima tra i Pro, divisa tra Gavorrano e Viterbese.
"Una stagione difficile che reputo molto formativo: mi ha rafforzato e mi ha fatto capire che volevo fare proprio il calciatore. Non ho trovato molto spazio ma entrambe le esperienze, tra Toscana e Lazio, mi sono servite molto a crescere dal punto di vista mentale. Se ho fatto bene quest'anno è anche grazie al campionato precedente".

Un passo indietro, alle tue origini toscane.
"Sono nato a Massa ma giocavo nel Turano, la squadra del mio paese. Ho iniziato a cinque anni, c'è stata sempre grande passione in famiglia tra papà e fratello. Non ci perdiamo mai una partita a casa, ormai mia madre si è rassegnata (ride NdR). A nove anni mi prese l'Empoli e da lì una lunghissima trafila: ricordo ancora i tanti pullman e i tanti treni presi. Scelsi di rimanere a casa e di viaggiare piuttosto che cambiare scuola e vivere lontano da casa. In azzurro mi hanno dato un'ottima impostazione non solo dal punto di vista del gioco ma soprattutto per il comportamento".

Da lì la Juventus.
"Già, ero nell'età giusta per il campionato Primavera. Non fu semplice salutare la squadra che ti ha visto crescere ma se ti chiama la Juve non puoi dire di no. Ero al mare, mi chiama il mio agente chiedendomi che ne pensassi dei bianconeri. Non riuscivo a pensarci: ero tanto emozionato, presi la palla al balzo. Poi lì dentro fu tutto semplice: mi trovai bene sin da subito, conoscevo già diversi ragazzi ed ero comunque grande abbastanza per poter affrontare un'esperienza lontano da casa. E ho fatto benissimo: alla Juve c'è sempre la voglia di vincere, la senti anche in Primavera".

E magari anche nelle sedute con i più grandi...
"Ho avuto la fortuna di allenarmi diverse volte con la prima squadra: quest'anno, in ritiro, foto immediata con Cristiano Ronaldo. Non ci credi quando ce l'hai lì davanti. Con Chiellini e Marchisio ho scambiato qualche parola ma sei talmente concentrato sull'allenamento che parlare è l'ultima cosa che ti viene in mente. Osservavo molto Dybala: ha un ruolo simile al mio ed è proprio spettacolare vederlo giocare".

E la scuola?
"Mi sono diplomato in ragioneria, dopo i primi due anni al liceo. E ci sono riuscito anche in anticipo, visto che ho fatto la primina. Arrivare al diploma è stato un bel traguardo: partendo alle 7 di mattina e tornando alle 7 di sera, non avevo sempre tanta voglia di studiare. Ma i miei son stati bravi a mettere la scuola al primo posto almeno per arrivare al diploma. E li ringrazio per questo. Sto anche pensando di iscrivermi all'università, precisamente a Scienze Motorie. Senza sport non so stare, ho pure la fortuna di esercitarlo come lavoro e vorrei continuasse a esserlo anche dopo aver attaccato gli scarpini al chiodo".

Nicola Mosti con la maglia dell'Imolese

Torniamo al presente: playoff acquisiti, ci pensate alla B?
"Sognare non costa nulla ma sappiamo che è molto, molto difficile. Ci stiamo già preparando con gli scontri diretti delle ultime settimane. Ci saranno squadre più esperte che sapranno sicuramente meglio di noi come si affrontano ma noi proveremo a fare qualcosa di grande".

E il prossimo anno?
"Se c'è la possibilità di rimanere a Imola sarebbe una bella occasione. Mi sto trovando alla grande col mister e con i compagni ma ancora è presto per parlarne. Prima cerchiamo di finire la stagione, poi vedremo".

Pur non giocandoci, cosa pensi delle squadre B?
"Una bella iniziativa, una prima esperienza tra i professionisti del genere è una gran cosa. E forse lo sarebbe stato anche per me. È un bel progetto da portare avanti".

Chiusura sulle nuove regole: niente più liste over in C.
"Se sei bravo trovi spazio nonostante le liste. Se un under merita bisogna dargli la possibilità di emergere anche se, purtroppo, in tanti nel passaggio da under a over non riescono più a rimanere nel professionismo".