Qui Peressotti, a voi Cecotti. Raccontaci chi sei!

Torna Nicole Peressotti in veste di inviata La Giovane Italia. Per raccontarci coetanee ( o giu di lì) alla rincorsa di un sogno. In un paese che ti fa nuotare controcorrente.

Piccola di statura, ma di una tenacia sorprendente e una grinta che non la fa mollare mai di un centimetro. Chiara Cecotti, classe 1999, difensore dell’UPC Tavagnacco, oggi decide di raccontarsi a noi della Giovane Italia attraverso una breve intervista. Bisogna strapparle le parole di bocca, a lei, tutta timida, ma che con la stessa rapidità che dimostra in partita, così entra a far breccia nel cuore dei tifosi: lei con la sua grande passione.

Sei ai box dalla fine della scorsa stagione e solo a Settembre hai saputo di doverti operare. Ora hai mostrato di essere sulla via del completo recupero e hai già 180 minuti nelle gambe… raccontaci un po’ come stai.

Purtroppo sono stata ferma per un bel po’ di tempo e sapere che con un piccolo intervento si sarebbe risolto tutto molto prima mi lascia un po’ di amaro in bocca, ma rimuginarci sopra serve ben a poco. Ora sto bene e mi sto allenando per recuperare al meglio la forma fisica e per ritrovare una condizione migliore. Non sono una che parla tanto, preferisco che sia il campo a dire se i miei sforzi stanno riuscendo o meno.

L’infortunio ti ha costretto a saltare una fase finale U19, quanta la voglia di riconquistare anche la maglia azzurra?

Non era scontato che avrei preso parte all’Europeo con l’U19, destino ha voluto che andasse così… ora è necessario che mi concentri sul presente: voglio impegnarmi a sfruttare al meglio le occasioni che mi si presentano con la maglia del Tavagnacco. Poi ovvio che l’emozione di indossare la maglia azzurra è unica e spero che mi si presenti l’opportunità di riconquistarla. Nulla è scontato però…

Sei cresciuta nelle giovanili del Tavagnacco e da un paio di anni vesti la maglia della prima squadra, diventandone anche una pedina fondamentale. Si può dire che hai il cuore giallo-blu ormai? Sei attaccata alla maglia?

Sono i colori che mi hanno portato a realizzare i sogni che ogni bambina che gioca a calcio possiede. Non posso considerarmi una pedina fondamentale per questa squadra, ognuna gioca una parte importante all’interno di un gruppo. Certo è che quando sono chiamata in causa cerco di dare sempre il massimo e di aiutare le mie compagne perché penso che l’una senza l’altra non saremmo nessuno. Lotto per la maglia, ma soprattutto per chi ha creduto e continua a credere in me.

Che cosa diresti alla Chiara di 10 anni fa che inizia appena a tirare i primi calci a un pallone?

Penso che sarebbe quello che direi a tutte le bambine che me lo chiedessero… Le direi di lottare per i propri sogni, che la strada è lunga, ma di non arrendersi alle prime difficoltà e di non perdere di vista l’obiettivo per il quale ha cominciato… ovviamente aggiungerei che si deve divertire, sempre.

Un grande pareggio quello di Sabato, contro uno dei top club del momento… dove credi che potrà arrivare questo Tavagnacco?

Siamo un bel gruppo e penso sia la cosa più importante. Fare previsioni ora non porta a nulla, noi giochiamo partita dopo partita, ognuna come se fosse una finale… e poi dipenderà solo ed esclusivamente da quello che metteremo in campo.

Sei un terzino dalle grandi doti tecniche, ma quello che più stupisce di te è la determinazione che accompagni al tuo talento. Qual è il sogno nel cassetto di Chiara Cecotti?

E’ una domanda difficile, anche se sembra banale. Penso che il mio sogno sia quello di giocare un posto o un titolo importante … e chissà magari un giorno di scendere in campo per la mia città.

Una curiosità: come mai sei tanto legata al numero 14?

Il 14 è il numero da cui tutto ha avuto inizio: dall’esordio in prima squadra, in Supercoppa, attraverso  il mio primo goal in Serie A, fino alla prima partita ufficiale con la maglia azzurra. Lo sento mio, e difficilmente lo abbandonerò.

E’ un anno importante quello che ti si presta davanti: da una parte il calcio e dall’altra la maturità. Stai già pensando a un tuo possibile futuro post-scolastico?

Al mio futuro non ho ancora pensato in modo serio, ora devo finire l’ultimo anno di ragioneria e poi si vedrà. Se mai decidessi di continuare gli studi, sceglierò un percorso diverso dalla scuola di adesso, in cui io possa ricevere maggiori stimoli. Riguardo al calcio ho pochi dubbi: continuerò a giocare e ad inseguire i miei sogni.