Roma, rialzati dopo i tristi addii: si ricomincia dal “4+1”

C’è voglia d’identità in casa giallorossa. Non è stato facile recidere il cordone ombelicale dai figli storici di Roma, allattati dal seno della Lupa, di una città che non riesce a elaborare il “lutto” per gli addii di Francesco Totti e Daniele De Rossi. Ma c’è la necessità di voltare pagina, trovare nuovi simboli cui aggrapparsi, anche se, nell’immediato, non sarà semplice. Eppure il vivaio del club capitolino è, da sempre, uno dei più prolifici. Se a un serbatoio attivo e generoso si aggiunge Nicolò Zaniolo, rivelazione internazionale nella passata stagione approdata in riva al Tevere come contropartita, si capisce come, in fondo, c’è speranza di ripartire con entusiasmo. E identità appunto.

Ecco perché già dal ritiro di Trigoria il nuovo tecnico Fonseca proverà a ricostruire una mentalità di squadra, un’appartenenza necessaria a riattizzare il sacro fuoco della passione giallorossa. Magari partendo proprio dai giovani. Non da Zaniolo, al momento, ma solo perché il fantasista scuola Fiorentina sta ancora scaricando le tossine dopo una stagione entusiasmante, certo, ma insolitamente lunga per un ragazzo di vent’anni. Se a tutto questo si aggiunge la recente partecipazione agli Europei Under 21 da parte dello stesso Zaniolo, diventa più comprensibile la necessità di staccare la spina. Ma non tarderà molto il rientro della stellina romanista in gruppo.

E allora Fonseca può iniziare a lavorare con il materiale a disposizione e, soprattutto, con altri quattro giovani interessanti, tutti sfornati dalla cantera capitolina. A cominciare da un guardiano dei pali ormai avvezzo a ritiri e partecipazioni con la prima squadra. Si tratta del salentino doc (originario di Galatina, in provincia di Lecce), Stefano Greco. L’estremo difensore classe 1999, cresciuto nello Sporting Spoleto è un mix di rapidità, esplosività e sicurezza tra i pali. Magari non sarà un gigante alla Toldo, per intenderci, ma il suo ruolo di angelo custode della porta giallorossa lo svolge sempre appieno. In ritiro si gioca il ruolo di terzo portiere, anche perché, carta d’identità alla mano, è abbondantemente fuori quota per il settore giovanile.

Avanzando di qualche metro e spostandosi verso destra, nel ruolo di terzino, spicca la presenza di Devid Eugene Bouah,  talento sfornato dalla Lodigiani e scovato dal talent scout dei talent scout della Roma, Bruno Conti. Il ragazzo di origini ivoriane, per via del padre (la mamma invece è italiana), è una freccia classe 2001 che viene tenuto in grande considerazione dal club. Respirare l’aria dei “grandi” non potrà che giovargli.

In mezzo al campo c’è il potenziale boom a tinte giallorosse dei prossimi anni. Una sorta di capitan futuro, Alessio Riccardi, centrocampista di qualità che può ricoprire più ruoli in mezzo al terreno di gioco. Non ha ancora un fisico fatto e finito ma ha la classe e le caratteristiche giuste per imporsi a ottimi livelli. Il ct Mancini lo ha preso già in consegna, convocandolo in occasione dell’ultimi ritiro pre-estivo della Nazionale. Simbolo futuro della Roma, e dire che ha iniziato a giocare nell’Asd Lazio calcio a 5

Finalino dedicato al giocatore più “maturo” del quartetto, quel Mirko Antonucci che ha già assaporato la massima serie, a spizzichi e bocconi, dando un bel morso al professionismo nella passata stagione, sfruttando il prestito in B al Pescara. Probabilmente Fonseca, soprattutto alla luce dell’abbondanza sugli esterni, opterà per un nuovo prestito dell’ala cresciuta calcisticamente nella Polisportiva De Rossi. E poi chissà, c’è tutto un ritiro per stupire. Per cominciare a fare i conti con il distacco, per superare gli shock emotivi dipesi dalle separazioni dai due figli prediletti della Roma giallorossa.