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Andrea Boido, vero e proprio trascinatore dell’Alessandria

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Nel girone A del campionato Under 17, l’Alessandria di mister Rebuffi occupa attualmente l’ottava posizione. Un dato interessante riguarda i gol fatti, ben 35 in 23 gare disputate, ma la cosa più sorprendente è scoprire che il 40% di queste reti è stato realizzato da un solo giocatore. Parliamo infatti di Andrea Boido, attaccante classe 2005 che in queste stagioni ha dimostrato un feeling speciale con la porta avversaria.

Ha iniziato a muovere i primi passi in un campo da calcio nel Valenzana (società dilettantistica piemontese) e lì vi è rimasto fino al 2013, quando poi ha deciso di intraprendere l’avventura nel settore giovanile dell’Alessandria. È cresciuto a livello tecnico e caratteriale, diventando uno dei punti di riferimento del gruppo. L’anno scorso ha giocato da sottoleva con i 2004, mentre nell’attuale stagione ha collezionato 23 presenze con l’Under 17 e ha debuttato nel campionato di Primavera 2 nella sfida contro il Monza.

Prima di analizzare il profilo del giocatore, partiamo dalle parole di Corrado Buonagrazia, coordinatore tecnico, che si espresse con questi termini sul ragazzo: “Andrea è una persona che può sembrare inizialmente scorbutica, ma in realtà è molto disponibile e sa farsi voler bene da tutti. Segna da sempre in tutte le categorie, si sta rivelando un centravanti importante per il nostro vivaio. Sa trovare la porta in tutti i modi e credo che questo sia il suo più grande punto di forza”.

Come ci ha riferito Buonagrazia, Boido è sempre stato abituato a segnare. Addirittura, in Under 14, realizzò 6 gol in una singola partita. È un attaccante che viene incontro al gioco, protegge la palla spalle alla porta e partecipa attivamente alla manovra. Intuisce in anticipo le situazioni, sfugge con facilità alla marcatura degli avversari e sa farsi trovare al posto giusto, nel momento giusto. Nel gioco aereo è discreto: non è sicuramente la sua arma principale, ma riesce comunque a mettere in difficoltà i difensori sui calci piazzati.

Non ha la struttura fisica del classico numero 9 (non arriva al metro e ottanta di statura), presenta comunque buone doti fisiche: lotta su ogni pallone, corre tanto durante la gara e si sacrifica per la squadra. A livello caratteriale, è un ragazzo che sa distinguere i momenti: capisce quando è tempo di ridere e scherzare e quando, invece, occorre mantenere serietà e concentrazione alta. Dà il massimo nelle sedute di allenamento, in partita invece incita i compagni soprattutto nei momenti di difficoltà. A volte potrebbe sembrare scontroso perchè durante il gioco tende a lamentarsi o discutere, ma è sempre corretto nei confronti dello staff tecnico e degli altri ragazzi.

Dire dove possa arrivare in futuro è ancora presto per dirlo, ma ci auguriamo che possa raggiungere grandi risultati e ambire ad una carriera nel panorama calcistico nazionale.

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