Fabbian e Pierozzi dal 1′: +â-¿ la Reggina coraggiosa di Inzaghi
Settimana scorsa vi avevamo parlato della Feralpisalò, che nel primo turno di Coppa Italia aveva eliminato il Südtirol mandando in campo (e convocando) solo giocatori italiani, un terzo dei quali nati dopo il 2000. Una politica societaria che purtroppo rappresenta un’eccezione all’interno del panorama calcistico italiano, nel quale – per usare le parole di Pietro Lodi, Direttore Generale del Settore Giovanile gardesano – “spesso alle società di Serie A e B manca il coraggio di puntare sui giovani”. Coraggio che, da giocatore prima e da allenatore poi, non è mai mancato a Filippo Inzaghi, seduto da meno di un mese sulla panchina della Reggina. E qualora ci fosse ulteriore bisogno di dimostrarlo, basta guardare la formazione che ha mandato in campo venerdì per i trentaduesimi di Coppa Italia contro la Sampdoria, nella quale spiccano due nuovi, giovani e talentuosi arrivati: Giovanni Fabbian e Niccolò Pierozzi.
Fabbian è un centrocampista classe 2003. Approdato a Reggio Calabria solo dieci giorni fa, è alla sua prima esperienza tra i professionisti. In prestito dall’Inter, nella sua carriera ha già vinto due titoli nazionali: uno Lega Pro con il Padova Under 15 (segnando in finale) e uno, pochi mesi fa, con la Primavera dei nerazzurri, allenato da Christian Chivu. Le sue prestazioni nell’ultima stagione non sono passate inosservate al CT dell’Under 19 Carmine Nunziata, che l’ha convocato per gli Europei di categoria, schierandolo quasi sempre titolare e affiancandolo al suo compagno di squadra Casadei. In estate diversi club si sono interessati a lui e a spuntarla sono stati gli amaranto. Mezzala moderna, Fabbian spicca per tempi di inserimento e doti fisico-atletiche. Questo mix gli ha consentito da un lato di dare spesso il suo contributo in zona gol e dall’altro di essere letteralmente dominante a centrocampo.
Pierozzi è un esterno del 2001. Come Fabbian, è arrivato in Calabria nella seconda metà di luglio con la formula del prestito, ma a differenza dell’ex nerazzurro non è alla sua prima avventura tra “i grandi”. Cresciuto nelle giovanili della Fiorentina, con i viola ha vinto per tre volte di fila la Coppa Italia Primavera. Il primo successo l’ha festeggiato da sotto età, esultando dalla panchina ai gol di un certo Dusan Vlahovic. L’anno scorso è stato mandato a farsi le ossa in Serie C tra le fila della Pro Patria, con la quale ha raccolto ben 39 presenze, 8 gol e 4 assist. Questa estate ha iniziato il ritiro con la prima squadra della Fiorentina, andando in rete nella prima amichevole, impressionando tutti per qualità e impegno e strappando a Vincenzo Italiano parole di elogio: “Pierozzi è interessante e ha grande predisposizione nell’apprendere. In C ha fatto bene e lo stiamo valutando. Sta a lui ora mettersi in mostra e rubare il mestiere ai più grandi”. A livello tattico è estremamente duttile: può giocare sia a destra che a sinistra e agire indifferentemente da esterno alto o basso.
A Inzaghi sono bastati pochi allenamenti per capire il valore dei due ragazzi e alla prima uscita ufficiale della stagione, nonostante si trattasse di una gara ad eliminazione diretta, contro un avversario sulla carta più forte e attrezzato, non ci ha pensato due volte: dentro entrambi dall’inizio. Pierozzi, in particolare, è stato uno dei protagonisti della partita, sia in positivo che – sfortunatamente – in negativo. Al 66’, infatti, ha causato il rigore poi trasformato da Sabiri; all’88’ ha provato a farsi perdonare e si è guadagnato il penalty del possibile 1-1. Pareggio vanificato da Audero, che dagli undici metri ha ipnotizzato Cicerelli. Agli amaranto rimane da un lato la delusione per aver sfiorato il colpaccio e dall’altro la consapevolezza di aver saputo rispondere colpo su colpo ad una squadra di Serie A. Giocando a viso aperto, senza timore reverenziale e senza paura di buttare nella mischia dei giovani. Del resto Inzaghi aveva avvertito tutti fin dalla sua presentazione: “Che Reggina sarà? Coraggiosa”. Detto, fatto.