Nella dodicesima giornata del girone B, è andato in scena un match pirotecnico tra il Brescia, reduce da un'amara sconfitta contro l'Udinese e la Cremonese, che arriva invece da un pareggio in rimonta con l'Hellas Verona.
Entrambe le squadre iniziano a rendersi pericolose fin dai primi minuti di gioco. La Cremonese prende il controllo della partita, ma è il Brescia a passare in vantaggio al 26' grazie a Doumbia e a raddoppiare al 30' con una magia di Faggiano su punizione. Gli avversari non mollano, Gashi si procura e realizza un calcio di rigore che riapre la partita. Nella ripresa, la gara rimane accesa e al 50' la Cremonese pareggia su calcio d'angolo grazie ad un'incornata di Martin. Continuano i colpi di scena: al 65' Maucci riporta in vantaggio il Brescia con un potente destro da fuori area, vantaggio che dura solo tre minuti con Gashi che la riacciuffa, ma sarà poi Faglia a chiuderla definitivamente al 77'.
È stato un match combattuto, che ha messo in mostra l'ennesima ottima prova della formazione guidata da Aldo Nicolini. Non è un caso che nell'ultima giornata Alessandro Grisel, tecnico dell'Udinese, ha sottolineato come il Brescia sia la squadra che gioca il miglior calcio del girone. Questa è solo l'ultima delle prestazioni positive: le Rondinelle hanno sempre portato in campo un gioco propositivo, che mette in mostra le qualità dei propri giocatori.
La qualità maggiore risiede nella retroguardia bresciana: Prendi è una certezza al centro della difesa, Savalli grazie alla sua duttilità riesce a giocare sia al centro sia come terzino destro e Faggiano, dominante in fase offensiva, vanta inoltre un destro magico sui calci piazzati. La "mano" di mister Nicolini è evidente, la squadra infatti è cresciuta molto nell'occupazione degli spazi a centrocampo e a livello di attenzione dal primo all'ultimo minuto di gioco: lo dimostra l'ingresso dei giocatori dalla panchina, sempre concentrati e spesso decisivi sulle sorti del match.
È una squadra ben costruita e che vuole puntare in alto: non ha paura di nessuno e tende l'occhio alle posizioni più importanti del proprio girone, che già occupa attualmente con ampio merito sia dello staff tecnico, sia dei giocatori in costante crescita.