Editoriale

L’intervento di Paolo Ghisoni a Maracan+â-á

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Durante il pomeriggio di Maracanà, consueto appuntamento di TMW Radio, Paolo Ghisoni è intervenuto per approfondire alcune questioni relative al calcio giovanile italiano. 

Il tema principale non poteva che riguardare la "riforma" inerente alla Primavera. Dal prossimo anno, infatti, sarà obbligatorio avere più ragazzi convocabili in azzurro, con un minimo di 5 fino ad arrivare (in futuro) a 10. "Mi viene da chiedere: perché viene fatta solo con la Primavera 1? – ha esordito il nostro direttore nella sua analisi – I campionati di Primavera 2, Primavera 3 e Primavera 4 hanno un bacino di utenza clamoroso. Questa è una breccia, non vorrei però fosse un "contentino" dove la Primavera 1 rappresenta solamente l'apice, perché va ricordato che c'è un territorio sconfinato nel quale i ragazzi non sono tutelati, in più la forbice tra Primavera e Prima Squadra è ancora più larga dal punto di vista del bacino".

"Io se fossi la Federazione prenderei una società come l'Empoli e la metterei al centro del modello. Gli esempi da fare sono tanti: Baldanzi, Fazzini, Degli Innocenti e pure Viti, che ha fatto bene in Prima Squadra e ora è andato a giocare in un campionato estero – ha proseguito Paolo Ghisoni nel suo intervento – Corvino è diventato un po' il "capo espiatorio" di questa situazione, con la scelta di una Primavera completamente straniera, ma in realtà ha fatto solo ciò che gli è consentito, con una situazione fiscale che lo agevola in tal senso. Il decreto crescita non va cambiato: andrebbe abolito direttamente. Viene detto, inoltre, che in Italia mancano le strutture: perché l'Empoli a Monteboro ha un centro sportivo all'avanguardia e il Lecce no? Non posso chiedere alla proprietà, devo creare un auto-finanziamento con una squadra che in qualche modo faccia riportare il Lecce a 20 anni fa quando vinse il campionato. Come si arriva a questa situazione? Vincendo il campionato Primavera? Perché è questo che sta facendo credere Lecce Primavera". Le leggi permettono tutto ciò e giustamente il club fa i propri interessi, tuttavia, Erminio Rullo e Graziano Pellè a parte, ricordiamo giocatori di quella squadra che vinse lo scudetto che hanno fatto carriera? Il progetto è veramente quello di portare i ragazzi in prima squadra? A dire la verità sembra più una minestra riscaldata.

"Poi un altro punto di domanda è quello relativo alle seconde squadre. Alla Juve, partecipare al campionato di Lega Pro equivale a 1200000€ come fideiussione, in quanto è una "franchigia nuova" che può apparire o scomparire senza quel criterio meritocratico. Se vogliamo incentivare le seconde squadre, perché per esempio il Cesena spende 40000€ per disputare il campionato oppure, se il Sestri Levante viene promosso, 60000€? Perché una società che vuole fare una seconda squadra, come dovrebbe essere, andando dietro al discorso di "non alzare" la quota d'età della Primavera, deve pagare più di un milione di fideiussione?".

L'approfondimento si è poi concluso con un aneddoto sul presidente Corsi: "Un anno a gennaio sbaglia campagna acquisti, prende giocatori onerosi per salvarsi ma l’Empoli retrocede in Serie B. A quel tempo stavano costruendo Monteboro, decide di fermare tutto perché afferma di aver sbagliato i calcoli. Aspetta dunque 1/2 anni, imparando la lezione, e si ripromette di non acquistare più giocatori a gennaio quando la stagione è ormai compromessa, perché è una progettualità fallita. Negli ultimi anni hanno disputato campionati di Serie A e Serie B con una continuità importante, soprattutto a livello di giocatori proposti nelle massime categorie. Monteboro è un paradiso per quella realtà, poche società di Serie A possiedono un centro sportivo così. E mi fa dunque sorridere pensare alle parole di Corvino, che dice: "A Lecce non abbiamo la struttura". Perché se alla fine pensi di generare un auto-finanziamento per poi arrivare alla struttura, non si va da nessuna parte. In Europa è il contrario: prima hai la struttura, poi diventi una squadra importante. Noi abbiamo invertito la situazione. Prenda quindi esempio dall'Empoli, da cui poteva riproporre quel modello anni fa". A tal proposito, fa riflettere la considerazione di Piccari: "In Italia è proprio vero: prima vinciamo, poi costruiamo".

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