Ventiquattro ore dopo la straordinaria vittoria, è tempo di bilanci ed analisi.
Gli Azzurrini hanno giocato una partita straordinaria, incarnando al massimo lo spirito e la concentrazione di mister Bollini, disputando 90 minuti sensazionali. Già nei primi minuti l’Italia è andata vicina al gol con Esposito, trovando poi la rete al 19' con il colpo di testa di Kayode. Portogallo mai pericoloso nella prima frazione, arginato da un lavoro tecnico-tattico da sottolineare. Il copione della gara è chiaro, con l’Italia in pieno controllo del match ed un Portogallo evidentemente sorpreso. Nessuno si sarebbe aspettato un epilogo tale, soprattutto per il "mismatch" tecnico e di esperienza tra le due formazioni.
Tra gli Azzurrini schierati titolari da Bollini, solo Vignato e Missori hanno esordito in Serie A, collezionando qualche ritaglio di partita nel finale di campionato. Le qualità sono indubbie, ma l’esperienza pendeva nettamente in favore dei portoghesi che, con il solo Sà, contavano 15 presenze nella serie maggiore portoghese: più del doppio rispetto agli italiani.
Diversi interpreti tra i lusitani vantano presenze in Serie B portoghese o nel Campionato U23, ottima vetrina e trampolino di lancio per abituarsi sempre più a palcoscenici importanti, senza subire in maniera eccessiva il salto tra primavera e prima squadra. Al contrario, tra gli 11 titolari azzurri, oltre ai già citati Vignato e Missori, solo Mastrantonio e Ndour hanno giocato rispettivamente in Serie C e Serie B portoghese. Doveroso sottolineare come l’unico ad aver trovato continuità in un campionato maggiore è proprio il neo acquisto del PSG, Ndour, ex centrocampista del Benfica B, cresciuto nell’Atalanta e che per mettere in mostra le proprie qualità si è dovuto trasferire, caso vuole, in Portogallo.