A volte certe delusioni risultano essere così cocenti da dover obbligare ad allontanarsi dalle proprie certezze chiunque se ne sia fatto carico. Tuttavia non è questa la storia di Riccardo Tamiozzo, prospetto interessantissimo cresciuto professionalmente nell'Inter e autore di una stagione di repentini avanti e indietro tra la 'sua' Under 17 e i ragazzi di Andrea Zanchetta vice campioni d'Italia, bisognosi del suo apporto anche se fuori categoria.
Già, proprio quel maledetto prefissoide 'vice' è l'unica, ma crudelissima nota stonata dell'avventura annuale della punta classe 2005 neo maggiorenne (ha raggiunto la 'maturità' biologica il 4 agosto), subentrato a Vedovati nella finale scudetto Under 18 Inter-Spal al minuto 63 e costretto a guardare i nerazzurri inchinarsi contro gli spietati e confermati Campioni d'Italia. Eccone dunque la cocente delusione che, a differenza di molti, non ha portato Riccardo ad allontanarsi dalla casa madre per dimenticare, bensì al fine di perseverare nel suo percorso di crescita che lo vedrà senza dubbio fiorire nella Primavera del Cittadella.
Dalla buona struttura fisica condita da un senso della posizione veramente importante, Tamiozzo ha concretizzato al meglio le opportunità offerte da mister Zanchetta, con il quale ha saputo non solo affermarsi come un buon finalizzatore, ma ha avuto l'intelligenza per calarsi nel ruolo di catalizzatore della manovra offensiva nerazzurra, sprigionando dal suo cospicuo repertorio movimenti smarcanti illuminanti, manna dal cielo per trequartisti e compagni di reparto che hanno potuto brillare di luce propria sulle giocate senza palla di Riccardo.
Repertorio, quello del talentuoso attaccante, che si arricchisce ulteriormente grazie all'apporto all'Under 17 di Tiziano Polenghi che ha visto per tutta la stagione il suo centravanti di riferimento peregrinare tra le due categorie generando una curiosa, ma frequente tra le giovanili, concorrenza tra colleghi nerazzurri, entrambi desiderosi di avere il ragazzo ai propri ordini. 10 reti in 16 partite da una parte, 6 in 22 da sotto categoria: bottino niente male per una punta che risulta essere decisiva anche quando non timbra il cartellino.
Perciò, l'ultimo viaggio in ordine cronologico di Tamiozzo, dalla Lombardia al Veneto sponda Cittadella, potrebbe, ma perché no, obliteriamo pure l'incerto condizionale, sarà quello della consacrazione.