La stagione 23/24 ha visto fin qui emergere il talento di Francesco Reita, arrivato a Roma nell'estate 2022 dal Real Casarea, società dilettantistica di Napoli e già messosi in mostra in under 15 sotto la guida di Simone Gonini. Lo scorso anno è stato di transizione ed adattamento, nonostante fosse diventato un titolare fisso nel centrocampo laziale, non aveva ancora trovato il modo di incidere così tanto all'interno della manovra offensiva, mostrando comunque sprazzi di grande tecnica all'interno del rettangolo di gioco.
Quest'anno è iniziato con un nuovo allenatore in panchina, Gianluca Procopio ha infatti preso il posto di Simone Gonini ed ha fin da subito affidato le chiavi del centrocampo e la maglia numero 10 a Reita, elevandolo ad uno dei leader del gruppo vista anche la partenza di uno dei centrocampisti più importanti della rosa, Luca Lo Monaco, trasferitosi all' Empoli. Fulcro del centrocampo nel 433 biancoceleste, Reita si sta mettendo in mostra non soltanto grazie alle sue elevate doti tecniche, ma anche mostrando grande leadership e qualità tattiche.
Il dato che maggiormente impressiona, sotto gli occhi di tutti, non può non essere il maggior apporto in zona gol. Francesco ha iniziato la stagione nello stesso ruolo di sempre, ma iniziando a segnare come un vero e proprio centravanti; diventando fin qui il miglior marcatore, per distacco, della rosa laziale. 7 gol in 12 giornate, numeri di altissimo livello per una mezz'ala, che impressionano ancora di più se si pensa che queste sette reti sono arrivate tutte nelle prime sette partite di campionato.
Qualcosa è certamente cambiato, un anno di adattamento in un nuovo contesto, maggior consapevolezza dei propri mezzi ed anche il feeling con i compagni di squadra. In campo Reita è il classico numero 10, mancino e longilineo che "dà del tu" al pallone, ma allo stesso tempo sfrutta qualità fisiche e soprattutto coordinative per danzare tra gli avversari e sfruttare al meglio le sue due armi principali: gli inserimenti e la conclusione a rete. Come tutti i "Diez" moderni, in un calcio dove il trequartista esiste sempre meno, rimpiazzato dalla dinamicità e funzionalità delle mezz'ali moderne, anche Reita ha capito come poter essere letale pur partendo qualche metro indietro.
Nell'arco dei 90 minuti possiamo trovarlo in tutte le zone della metà campo offensiva, in alcuni casi anche in quella difensiva per alcuni ripiegamenti degni di essere sottolineati. Pochi punti di riferimento, pericolo costante nei pressi dell'area di rigore: accompagna sempre la manovra offensiva e lo fa cercando di occupare al meglio gli spazi vuoti, come quando l'azione si sviluppa con un esterno offensivo che attacca il fondo e lui è il primo a posizionarsi all'interno dell'area. Allo stesso tempo, non cerca soltanto gli inserimenti dentro l'area, ma spesso sfrutta la balistica dalla distanza, calciando sia di potenza che di precisione con il suo sinistro.
La stagione è ancora lunga e la carriera lo è ancora di più, ma i progressi che ci sta facendo vedere questo ragazzo meritano di essere sottolineati. Con l'augurio che possa presto togliersi grandi soddisfazioni all'interno del rettangolo di gioco, noi di LGI continueremo a seguire il percorso di Francesco, raccontandovi e mostrandovi le sue giocate e quelle di tutti i migliori talenti dei settori giovanili italiani.