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A difesa dei pali: sfida tra ex LGI in Lecce-Cagliari

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Cammini antitetici che si incontrano a Via del Mare, pronti a serrare i ranghi per un'emozionante altalena pendente, almeno per il momento, di sei lunghezze dal lato dei padroni di casa. Lecce-Cagliari non sarà solamente un anticipo di scontro salvezza a 20 lunghezze dalla chiusura dei giochi, ma anche un coacervo arzigogolato di cammini che si intrecciano fino a sfiorarsi seppur da 120 metri di distanza. 

Le strade di Wladimiro Falcone e Simone Scuffet, due numeri uno per antonomasia (nonostante sulle loro schiene compaiano cifre differenti), non possono essere più diverse e lontane, ma al contempo accomunate da una folle passione che, da entrambe le compagini, ha spesso portato a dover compiere scelte dal coefficiente di difficoltà emotivo decisamente singolare e elevato. 

Correva il 27 marzo del 2014 e in una primaverile serata di San Siro andava in scena una sfida che i nerazzurri di Walter Mazzarri non potevano permettersi di sbagliare. L'avversaria? L'Udinese di Francesco Guidolin, Bruno Fernandes, Luis Muriel e… Simone Scuffet. Già, perché in un manto erboso calpestato da gente di talento e carriera invidiabili è un 17enne a spiccare sopra tutti, con la maglia numero 22 sulle spalle, vestigio di un certo Diego Milito, anche lui in campo nel finale per cercare di sbloccare un match serrato. A coronare una stagione favolosa, il ragazzino decide di parare l'imparabile mantenendo saldo lo 0-0 e attirando su di sé le attenzioni dei più grandi club europei, uno su tutti l'Atletico Madrid. Noi de La Giovane Italia eravamo e siamo tutt'ora fieri di aver potuto scoprire prima di chiunque altro le qualità di Simone, che nemmeno gli anni seguenti fatti di sacrifici e tanto apprendistato, lontano dalla penisola iberica per amore della famiglia e di Udine, hanno fatto scemare.

La Serie B, come ammesso dallo stesso Scuffet, è stata un banco di prova eccezionale che gli ha consentito di perseguire l'unica strada che una giovane promessa dovrebbe intraprendere: giocare. Lo sa bene anche Wladimiro Falcone che al Cosenza, nel maggio 2021, ha ricevuto l'investitura prestigiosa di 'miglior pararigori d'Europa' con l'invidiabile statistica di 5 tiri dal dischetto intercettati su 9 a fine stagione; un'enormità. Tuttavia, a quanto pare, i record per il classe '95 romano non sono finiti ed ecco che, dopo la rete di Provedel in Lazio-Atletico Madrid, arriva un altro episodio da primato per un estremo difensore: minuto 94 di Lecce-Bologna con i ragazzi di Thiago Motta in vantaggio; Falcone decide di far valere il killer instinct e diventare il primo portiere professionista a subire un fallo da rigore, poi trasformato da Piccoli per l'1-1 finale. 

La promessa diventata professionista e l'uomo da Guinnes World Record. Giusto per dare un assaggio di quello che ci attenderà in questa Epifania!

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