Editoriale

Disfatta Milan, chi +â-¿ il responsabile? Ghisoni non ha dubbi: “”Ibra e la societ+â-á””

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In una delle ultime puntate di Maracanà, il nostro direttore Paolo Ghisoni è stato ospite per approfondire alcune tra le tematiche più importanti relative alla Serie A.

L'argomento principale non poteva che riguardare il "tracollo" delle italiane in Champions League, con un'attenzione particolare alla situazione in casa Milan. Marco Piccari, conduttore della trasmissione, ha rivolto una domanda ben specifica ai presenti: "Se dovessimo individuare il responsabile di questa disfatta, che non comprende soltanto martedì sera ma parte dal ko di Zagabria, su chi dovremmo puntare il dito?". 

C'è chi, tra i collegati telefonicamente, ha indicato Conceição come responsabile, soprattutto per le scelte fatte (e considerate, a tal proposito, sbagliate) nella gara di ritorno contro il Feyernoord, tra cui spicca la panchina iniziale di Fofana. Ecco, invece, il pensiero di Ghisoni: "Io dico invece Ibra/società. È da un po’ di tempo che siamo sempre in questa direzione, parlo dal punto di vista degli esempi. Ibra è stato un grande calciatore, ma nella sua carriera ha cambiato tante squadre e soprattutto in nessuna di queste è stato capitano. Non un aspetto da sottovalutare per il ruolo che ricopre. Mi piacerebbe venissero sottolineati i meriti dello 'status' di Pioli: professionale, umile, che lavorava alla perfezione con Maldini e Massara. Mancando queste due situazioni, qualcosa si è rotto. Possiamo in qualche modo verificare il tasso di umiltà nel Milan? Anche a livello di alcuni giocatori, come Theo e Leao, che in realtà dovrebbero essere determinanti".

"In una stagione particolare, brutta, la comunicazione che viene fatta è agli antipodi – ha proseguito il direttore nel suo discorso – Io resto convinto che, quando hai tanti solisti, c'è sempre bisogno di un uomo come Maldini, che è quello che veramente cementa tutto. 'Tu sarai Leao, Theo, ma io sono stato Maldini: di giocatori così, nella mia carriera, ne ho visti passare parecchi'. Ibrahimovic ora, oltre a essere un dirigente apprendista, ha a che fare con delle personalità 'fastidiose', sicuramente poco umili. Questo è un momento storico in cui probabilmente, con umiltà, serietà e disciplina, la squadra potrebbe ritagliarsi grandi soddisfazioni. Perchè il Milan, con la qualità individuale che possiede, può mettere in seria difficoltà chiunque. Però ripeto: manca quel tipo di continuità, di status e soprattutto di messaggio da dare".

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