Un anno non passa allo stesso modo per tutti. Per qualcuno dodici mesi possono scorrere senza lasciare traccia. Per Michelangelo Duranti sono bastati a cambiare categoria, contesto e prospettiva: dalla Promozione al Professionismo, attraversando una stagione che ha concentrato esperienze, crescita e maggiori responsabilità.
Il 3 novembre scorso, contro l’Inter U23, il classe 2008 ex Villa ha fatto il suo esordio in Serie C con l’Albinoleffe a 16 anni, 11 mesi e 18 giorni. Pochi minuti sul campo, ma sufficienti per assaggiare ciò che fino a poco tempo fa sembrava così lontano: una tappa concreta, riconosciuta e meritata, all’interno di un percorso che resta tutto da scrivere.
Un turbine che avrebbe stordito la maggior parte dei suoi coetanei. Non Michelangelo Duranti. Piedi ben piantati a terra, voglia di migliorarsi e una famiglia con i valori giusti alle spalle: la sua storia ha cambiato velocità più volte in poco tempo, senza mai deragliare.
L’impatto in Primavera 2 era stato fantastico: cinque gol e un assist nelle prime quattro giornate, numeri da urlo. Poi sono arrivati due mesi senza trovare la via del gol, comprensibile e quasi inevitabile dopo un avvio così intenso per un ragazzo alla sua prima stagione tra i professionisti. Nonostante questo, la fiducia della società e dell’allenatore non è mai venuta meno: tredici presenze su tredici da titolare in Primavera 2 dimostrano quanto Maffioletti e l’Albinoleffe credano in lui e nel suo potenziale, con in mezzo l’esordio tra i grandi a confermare la stima nei suoi confronti.
La pausa natalizia arriva nel momento giusto: un’occasione per ricaricare le energie, riflettere sul percorso già compiuto e prepararsi a ripartire con concentrazione e determinazione nel nuovo anno, con l’obiettivo di tornare a incidere sulle partite e fare ciò che sa fare meglio: segnare e rendersi utile per i compagni, stando sempre in vantaggio di una mossa sugli avversari.