Serie A

Vi raccontiamo Lavelli: il Monza, i gol nell’Inter fino… all’esordio a San Siro!

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La vittoria contro il Bologna rappresenta molto più di dei “soli” tre punti per l’Inter. A San Siro, i nerazzurri hanno dato una doppia risposta forte e chiara: da un lato hanno battuto una squadra che negli ultimi incontri si era spesso rivelata un ostacolo ostico, dall’altro hanno mandato un segnale diretto a Milan e Napoli, riconquistando la vetta della classifica con una prestazione solida e convincente.

Accanto agli aspetti più evidenti del successo, però, c’è un dettaglio che merita un’attenzione particolare. Nei minuti finali della gara, al posto di Thuram, ha fatto il suo esordio in Serie A Matteo Lavelli. Un ingresso che, pur nella brevità, non è passato inosservato: il classe ’06 si è presentato al grande pubblico di San Siro con personalità, mostrando qualche giocata di qualità e, soprattutto, una notevole predisposizione alla lotta su ogni pallone.

Insieme a Pio Esposito, subentrato poco prima a Lautaro, Chivu ha scelto di mandare in campo una coppia d’attacco giovanissima (’05 e ’06): una fotografia chiara della linea verde intrapresa dall’allenatore che continua a dimostrare grande fiducia nei giovani, forte anche della sua esperienza alla guida della Primavera.

Ma che attaccante è Matteo Lavelli? Noi de La Giovane Italia lo conosciamo bene. Lo raccontiamo fin dai suoi primi passi in nerazzurro e lo abbiamo inserito perfino nel nostro Almanacco come uno dei migliori profili della sua annata. Il suo percorso parte dalle giovanili del Monza, prosegue nel settore giovanile del Renate dal 2015 e trova una svolta decisiva nell’estate del 2018, con il passaggio all’Inter. Lavelli incarna il prototipo del centravanti moderno e completo, capace di fare reparto anche in solitudine. Le sue spiccate doti associative gli consentono però di esprimersi al meglio anche in coppia con un’altra punta, come dimostrato proprio con Esposito. È abile nel legare il gioco e nel dialogare con i compagni, non disdegna l’abbassarsi per creare spazi e dare respiro alla manovra offensiva. Allo stesso tempo, è un finalizzatore istintivo: vede la porta e calcia non appena intravede anche il minimo angolo utile.

La scelta di Chivu si inserisce dunque in una continuità ben precisa. Era già successo con Spinaccè in Coppa Italia, ieri è toccato a Lavelli in Serie A. Segnali concreti di una fiducia reale nei giovani, non solo a parole. La strada è ufficialmente tracciata.

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