La prima metà di stagione di Christian Comotto rappresenta un passaggio cruciale nel percorso di crescita di uno dei profili più interessanti del settore giovanile del Milan. Classe 2008, il centrocampista rossonero è stato mandato in prestito allo Spezia per vivere la sua prima esperienza tra i professionisti: una scelta chiara e ponderata da parte del Diavolo, che continua a riporre grandi aspettative su quello che viene considerato un gioiello della cantera milanista.
Prima del trasferimento in Liguria, Comotto aveva assaggiato soltanto marginalmente il calcio dei grandi: con il progetto Milan Futuro, infatti, era arrivata una panchina in Serie C contro la Lucchese, senza però l’occasione di debuttare ufficialmente. Lo Spezia ha così rappresentato il primo vero banco di prova, in un contesto competitivo e formativo come la Serie B, dove il risultato assume un peso specifico ben diverso rispetto alle categorie giovanili.
L’esordio tra i professionisti è arrivato a metà agosto, nel primo turno di Coppa Italia contro la Sampdoria: pochi minuti finali, subentrando a Di Serio, ma sufficienti per rompere il ghiaccio in una gara poi vinta dallo Spezia ai calci di rigore. La prima da titolare è invece maturata un mese più tardi, ancora in Coppa Italia, questa volta contro il Parma. Una partita intensa, conclusa nuovamente dal dischetto, che ha visto però prevalere la formazione allenata da Cuesta.
E in Serie B? Il bilancio parla di 10 presenze, un dato inevitabilmente condizionato da alcuni problemi fisici. In particolare, un fastidio al polpaccio lo ha costretto ai box tra la seconda metà di ottobre e l’inizio di novembre, rallentando quel processo di inserimento graduale e di ambientamento che per un giocatore, soprattutto così giovane, è tanto necessario quanto delicato.
Superate le difficoltà, ora Comotto sembra pronto a ritagliarsi uno spazio sempre più stabile. Donadoni ha iniziato a concedergli particolare fiducia: contro il Südtirol è entrato nell’ultimo quarto d’ora, venendo comunque premiato come migliore in campo dello Spezia, segnale evidente dell’impatto avuto nonostante il minutaggio ridotto. Nell’ultima gara contro il Palermo è poi arrivata la prima maglia da titolare in Serie B, schierato al fianco di Valoti e del capitano, Cassata, prima di lasciare il campo dopo un’ora per l’ingresso del neoarrivato Romano.
Al netto di qualche inevitabile intoppo, non imputabile al giocatore ma a contrattempi fisici non prevedibili, il prestito sta rispondendo esattamente alle esigenze di un giovane: giocare, confrontarsi con il calcio “duro” dei grandi e farlo in un campionato complesso come la Serie B, dove ogni partita pesa e ogni errore si paga. Accelerare questo processo è fondamentale. Comotto deve ancora compiere 18 anni, eppure ha già iniziato a misurarsi con questo livello. Un’esperienza che non può che favorirne la crescita, a beneficio del Milan e, più in prospettiva, del calcio italiano.