De Rossi dà fiducia ai giovani: esordio in Serie A per Joi Nuredini

Il ventunesimo turno di Serie A offre Parma-Genoa allo stadio Tardini, nell’orario di pranzo. In palio c’è uno scontro diretto per la salvezza, come racconta una classifica che non concede illusioni.

La partita scivola via bloccata e nervosa, senza guizzi né particolare carattere, ancorata allo 0-0 iniziale.
Per provare a smuovere l’inerzia, De Rossi punta sulle alternative più giovani a disposizione in panchina: prima l’ingresso di Jeff Ekhator al posto di Vitinha, poi, all’89’, una scelta che va oltre il risultato. Il tecnico rossoblù fa esordire in Serie A Joi Xheto Nuredini, centravanti classe 2007, subentrato a Colombo. Negli ultimi minuti di gara prende così forma una coppia d’attacco giovanissima, composta da un 2006 e un 2007, entrambi cresciuti nel settore giovanile del Genoa. Un segnale chiaro, forse più forte del tabellino: la fiducia nei giovani, anche nei momenti più delicati della stagione. Con la maglia numero 86, Nuredini vive i suoi primi minuti ufficiali da calciatore professionista.

Attaccante centrale considerato tra i profili più interessanti del panorama giovanile italiano, si è messo in luce nel campionato Primavera sotto la guida di Sbravati, con cui in questa annata ha già collezionato 4 gol e un assist. Il suo percorso recente racconta una crescita graduale, ma costante. Nato calcisticamente nell’Albissola e voluto al Genoa all’età di dieci anni da Michele Sbravati, allora responsabile del Settore Giovanile, ha mosso i primi passi nella cantera rossoblù con l’allenatore Manuel Rimassa. Nel 2024 ha fatto parte dell’Under 18 allenata da Ruotolo, vincitrice dello Scudetto di categoria. Pur senza incidere in termini realizzativi, Nuredini è rimasto stabilmente nel gruppo, inserito in un contesto competitivo che ne ha accompagnato la maturazione. Nella scorsa stagione ha affrontato il campionato Primavera da fuorileva, più giovane rispetto alla media, ma già capace di imporsi per qualità e letture di gioco.

La prima convocazione in Prima Squadra risale al 23 aprile 2025, quando Vieira lo inserì tra le riserve di Genoa-Lazio in un momento di emergenza dettato dagli infortuni. Stessa sorte per la successiva trasferta di Como. Nella stagione corrente, uno stop fisico lo ha tenuto temporaneamente lontano dal campo, costringendolo a saltare anche le ultime gare pre-natalizie del campionato Primavera.
Sul fronte Prima Squadra, il cambio in panchina segna una svolta. De Rossi lo aggrega stabilmente agli allenamenti e lo convoca per la prima volta nella trasferta di Milano contro il Milan, l’8 gennaio, complice l’ennesima emergenza offensiva (assenti Ekuban, Grønbæk e Messias). Da quel momento, il nome di Nuredini resta nella lista dei disponibili: contro il Cagliari al Ferraris e infine a Parma, dove arriva l’esordio.

Nel post partita, De Rossi ne parla così: “Mi hanno sempre parlato di questo talento, confrontandomi con Sbravati e con il settore giovanile. Lo volevano diverse squadre, quando sono arrivato era infortunato. È un bambino, ma gioca da uomo. Deve lavorare forte. Di ragazzi così ne abbiamo tanti”.

Parole che raccontano non solo un debutto, ma una linea tecnica precisa. La fiducia che De Rossi ripone nei giovani emerge con chiarezza: non è una scelta occasionale, ma parte integrante del progetto. In una fase della stagione segnata anche da un calciomercato ancora fermo, il Genoa guarda dentro casa propria, trattando i ragazzi del settore giovanile come vere risorse, al pari di nuovi innesti.
La coppia offensiva formata da Ekhator e Nuredini nel finale di Parma-Genoa ne è una testimonianza concreta: due profili cresciuti internamente, chiamati a misurarsi con la Serie A nel momento più delicato del campionato. Una tradizione che il club rossoblù conosce bene, fondata sulla fiducia nei giovani e sulla loro crescita verso il grande salto.

E così, in una partita senza luce, l’ultimo minuto diventa qualcosa di più di un cambio: è un segnale. Per il presente, ma soprattutto per il futuro.