Da Genova a Roma, dal mare alla Capitale. Baldanzi e Venturino: il futuro che si incrocia
Giovedì 22 gennaio si è finalmente sbloccato l’asse di mercato tra Genoa e Roma. Non una trattativa qualsiasi, ma uno scambio che guarda al futuro e alla linea verde della Serie A: due giovani promesse del centrocampo italiano che si incrociano tra la Superba e la Capitale, in un’operazione che profuma di progettualità e visione.
Il primo tassello è Tommaso Baldanzi. Il fantasista nato nel 2003 approda a Genova già nel pomeriggio, con la sensazione netta di chi non sta semplicemente cambiando maglia, ma abbracciando un progetto. Poco dopo, lo stesso agente Giuseppe Riso costruisce la contropartita per la Roma: Lorenzo Venturino, ala destra classe 2006, genovese di nascita e di formazione, uno dei gioielli più preziosi del vivaio rossoblù.
Venturino atterra a Fiumicino la mattina di venerdì 23 gennaio. Sei mesi in prestito, diritto di riscatto fissato a otto milioni di euro: una cifra che non è solo economica, ma simbolica. È il prezzo della scommessa, della fiducia, della responsabilità. Ad attenderlo c’è Gian Piero Gasperini, forgiatore di talenti, allenatore che ha fatto del coraggio e del lavoro sui giovani una firma indelebile. Venturino è il suo prototipo: dribbling, personalità, istinto. Un ragazzo ancora da plasmare, ma con una qualità che tradisce un’esperienza superiore all’età anagrafica.
Nella Capitale troverà anche una scuola d’élite. Lavorare ogni giorno accanto a giocatori come Paulo Dybala e Matías Soulé significa accelerare un percorso di crescita già avviato, affinare letture, tempi e scelte negli ultimi trenta metri. Gasperini, da questo punto di vista, non fa sconti: se sei forte, giochi, a prescindere dall’età. È una regola non scritta del suo calcio, che ha lanciato e rilanciato talenti senza mai guardare l’anagrafe. E non è un caso se, nello scambio con il Genoa, la Roma abbia voluto proprio Venturino: un profilo che incarna perfettamente l’idea di futuro che il club intende costruire.
Del resto, il numero 76 rossoblù non è nuovo ai grandi palcoscenici. Il suo esordio all’Olimpico, il 17 gennaio 2025, è stato un passaggio simbolico prima ancora che tecnico: entrare in uno stadio che pesa, respirarne il silenzio e il boato, significa capire se si è pronti davvero. Lui lo ha fatto senza timore, con la naturalezza di chi sente che quel palco, prima o poi, gli apparterrà.
Nuove emozioni, però, non tardano ad arrivare per il nuovo numero 20 della Lupa. Ieri sera, durante Roma-Milan fermo sull’1-1, Gasperini all’85’ decide di cambiare proprio Soulé per Venturino. Una scelta che sa di fiducia e di gioventù: in attacco prende forma una coppia giovanissima, con il talento genovese del 2006 affiancato al diciottenne francese Robinio Vaz. Il capitolo giallorosso di Lorenzo Venturino, dunque, è già iniziato: alla prima partita in casa, a soli due giorni dall’arrivo in città.
C’è poi un pomeriggio che racconta meglio di ogni analisi chi è Venturino. È il 24 maggio, ultima giornata del campionato 2024-25. A Bologna, alla prima da titolare, segna due volte. Una doppietta che vale la vittoria del Genoa, il premio di man of the match e lacrime che valgono più delle parole. Incredulità, gioia, appartenenza. Con il Grifone sul cuore, da sempre.
Sull’altra sponda, Baldanzi arriva a Genova con una motivazione che va oltre il campo. A convincerlo, come lui stesso ha raccontato, è stato il legame profondo con Daniele De Rossi. Durante la loro esperienza comune alla Roma, l’allenatore non ha mai nascosto la stima per il centrocampista toscano: lo ha sempre considerato un interprete ideale del suo calcio, tecnico, mobile, capace di accendere la manovra tra le linee. Nei momenti più complessi, Baldanzi ha trovato in De Rossi una guida pronta a proteggerlo senza snaturarlo. Un rapporto umano, prima ancora che professionale, che il giocatore non ha dimenticato e che ha inciso nel momento della scelta.
Così, mentre Venturino vola verso il futuro giallorosso, Baldanzi atterra con vista sul Mar Ligure portando con sé una certezza: a Genova non sarà solo un investimento, ma una scommessa tecnica e identitaria.
Questo scambio non racconterà soltanto il futuro dei due giocatori, ma anche la linea delle nuove dirigenze. L’opzione comune di diritto di riscatto rappresenta un vero e proprio banco di prova decisionale. A Genova, il mercato è il primo terreno di lavoro di Diego Lopez, arrivato a novembre e chiamato subito a misurarsi con scelte che intrecciano presente e prospettiva, valorizzazione dei giovani e sostenibilità economica. Nella Capitale, invece, la valutazione finale passerà anche dall’occhio esperto di Claudio Ranieri, entrato nell’entourage dirigenziale giallorosso dopo una vita in panchina. Due figure diverse per storia e percorso, ma accomunate dalla stessa responsabilità: capire se Baldanzi e Venturino saranno soltanto una parentesi o l’inizio di un ciclo. Per entrambi i club, il riscatto non è semplicemente una clausola, ma una dichiarazione d’intenti.
E come spesso accade nel calcio, le traiettorie dei giocatori finiscono per intrecciarsi con quelle degli uomini in panchina. A Roma c’è l’allenatore che Genova non ha mai dimenticato, colui che regalò ai rossoblù il sogno europeo prima che svanisse sul più bello. A Genova c’è il figlio della Capitale, il Capitano, la bandiera giallorossa.
L’ultimo Roma-Genoa è stato attraversato da un velo di emozione. L’abbraccio tra Gasperini e De Rossi prima del fischio d’inizio ha scosso qualcosa che va oltre la partita: un istante carico di memoria, rimpianti e appartenenza. Due città, due storie, due panchine che sembrano non aver mai smesso di parlarsi.
Forse questo scambio non è che mercato. O forse è il segno che il calcio, quando lavora sui giovani e sulle idee, sa ancora raccontare storie. E chissà che Baldanzi e Venturino, nel loro incrocio tra Roma e Genova, non siano solo protagonisti di oggi, ma messaggeri di un domani che sta già prendendo forma.