Faccioli debutta nel derby di Primavera 1. Il racconto del portiere scoperto… in un supermercato!
Nel derby non esistono partite semplici, a maggior ragione quando si tratta di un esordio assoluto. Pietro Faccioli lo ha scoperto sulla propria pelle nello scorso weekend, quando Renna gli ha affidato una maglia da titolare nella gara di Primavera 1 contro l’Inter. Un debutto tutt’altro che banale, chiuso sul 2-2, nel quale il portiere rossonero (lo ricordiamo, classe 2009) ha risposto presente, dimostrando personalità e qualità tecniche di rilievo.
D’altronde, in casa rossonera – e non solo – il nome di Faccioli è tutt’altro che una novità. Noi de La Giovane Italia lo seguiamo da tempo, al punto da averlo inserito nell’ultima edizione dell’Almanacco tra i migliori prospetti della sua annata. Proprio in quell’occasione, avevamo raccontato un aneddoto curioso e significativo. Il Milan ha scoperto Faccioli in modo del tutto inusuale, quasi casuale, grazie alla segnalazione di un dirigente che, trovandosi a parlare con un padre tifosissimo rossonero, rimase colpito dal racconto di un bambino di 7/8 anni, portiere, già dotato di un fisico fuori dal comune e vicino al metro e ottanta d’altezza. Da lì la scelta di andarlo a visionare, fino a una crescita costante che lo ha portato a diventare non solo il numero uno del Milan, ma anche della Nazionale.
Oggi Faccioli è una garanzia tra i pali. Ciò che sorprende maggiormente è la sua reattività sui tiri ravvicinati, situazioni nelle quali riesce spesso a compiere interventi decisivi: basti pensare alla parata su Mancuso nel derby. Colpisce anche la rapidità con cui si rialza dopo la prima respinta, facendosi trovare immediatamente pronto sulla linea di porta. La lettura delle traiettorie è puntuale, così come l’attenzione allo sviluppo del gioco: difficilmente si lascia sorprendere sulle conclusioni dalla distanza.
A queste doti si aggiunge una gestione del pallone tutt’altro che scontata per un portiere della sua età. Faccioli gioca con tranquillità, è preciso nei passaggi e cerca sempre la soluzione più efficace per eludere il pressing avversario, senza mai dare l’impressione di volersi liberare della sfera per timore di sbagliare. Un atteggiamento che trasmette sicurezza a tutto il reparto difensivo: i compagni sanno di poter contare su un estremo difensore affidabile, autorevole e già molto maturo.
L’esordio nel derby di Primavera rappresenta soltanto una tappa di un percorso ancora lungo, ma le sensazioni sono chiarissime.