Rondelli convince ancora: che partita (da sotto età) con l’Atalanta!
Tra i protagonisti della larga vittoria dell’Atalanta U17 contro il Cagliari (6-2 il finale) al Centro Sportivo Bortolotti, c’è senza dubbio Filippo Rondelli, portiere classe 2010 e più giovane in campo tra i 22 titolari, tutti più grandi di lui di un anno. Una presenza tutt’altro che simbolica: schierato sotto età, l’estremo difensore nerazzurro ha risposto con una prestazione di grande personalità, confermando quanto di buono fatto vedere nel corso dell’ultima stagione in U15. Quella contro i sardi è stata per lui la sesta presenza stagionale in U17, dato che certifica un inserimento sempre più stabile all’interno della categoria superiore.
L’episodio chiave arriva al 23’, sul punteggio ancora fermo sullo 0-0. Un lancio lungo di Franco coglie impreparata la linea difensiva alta dell’Atalanta, con Rusu bravo ad attaccare la profondità e a presentarsi a tu per tu con il portiere dopo aver preso il tempo al capitano Bosisio. Rondelli legge perfettamente la situazione: resta in piedi fino all’ultimo, “ipnotizza” l’attaccante avversario e respinge con il volto la conclusione ravvicinata dell’attaccante rossoblù. Una parata tanto istintiva quanto decisiva, che manda le squadre al riposo sullo 0-0 e pesa almeno quanto il gol dell’1-0 atalantino di Amalfitano, rete che di fatto cambia l’inerzia del match.
Da quel momento la gara prende una direzione precisa: il Cagliari accusa il colpo, l’Atalanta prende fiducia e nel giro di pochi minuti trova il raddoppio con Paganotti, che, dal limite dell’area di rigore, lascia partire un destro di controbalzo che si infila all’angolino basso. Nel primo quarto d’ora della ripresa i nerazzurri chiudono definitivamente i conti, le squadre si allungano, saltano gli schemi fino ad arrivare al 6-2 finale in favore dei padroni di casa.
Per Rondelli si tratta di un altro mattoncino che si va ad aggiungere a un percorso di crescita continuo. Nella passata stagione, giocando con i suoi coetanei, il portiere classe 2010 si è distinto all’interno del gruppo allenato da Esposito, arrivato fino alla semifinale scudetto prima di arrendersi all’Inter. Un cammino costruito su grande solidità difensiva: nelle prime sei giornate di campionato la squadra aveva incassato una sola rete, merito anche del suo portiere, distintosi per reattività, interventi plastici e coraggio nella costruzione dal basso. Un profilo moderno, affidabile e sempre dentro la partita, che conferma come l’Atalanta continui a lavorare con grande attenzione anche sul ruolo del portiere, settore in cui il vivaio nerazzurro sta offrendo risposte importanti in questa stagione.