Ci sono momenti nel corso della carriera di un calciatore che sono un passaggio delicatissimo. Pietro Arnaboldi ha vissuto quest’estate il momento della scelta: dopo una lunghissima militanza nel settore giovanile del Milan, si è allontanato dalla casa madre per accasarsi al Modena.
Come si valuta una scelta?
La risposta è semplicissima. Non sta a noi farlo. Solamente Pietro conosce quello che è stato il ragionamento, i vantaggi e i rischi di questo trasferimento. Noi al massimo possiamo limitarci ad osservare i dati e il rendimento in campo. Per sapere invece quali sono state le impressioni sul mondo Modena del ragazzo, potete ascoltare questa bella intervista: Arnaboldi, Cuore Gialloblù!
Il rendimento con la Primavera dei Canarini
Mister Paolo Mandelli ha capito subito di aver ricevuto per le mani un diamante da incastonare al centro del suo giocattolo. Per questo il Modena si disegna in campo con un 4-3-3, nella quale Arnaboldi ricopre immancabilmente il ruolo di play. Maglia numero 4 sulle spalle, in qualche occasioni anche la fascia da capitano al braccio, 19 partite su 19 da titolare. Aggiungiamo anche due gol decisivi, entrambi nella sfida contro il Padova, che sono valsi tre punti! In più, per ricollegarsi al discorso delle scelte, anche quelle che prende sul terreno di gioco sono tutte corrette: pulizia nel tocco palla, rapidità di pensiero e geometrie delicate!
Le prospettive
A livello individuale, c’è un grande obiettivo per Pietro che è sicuramente quello di entrare nel giro della Prima Squadra, con la quale ha effettuato già degli allenamenti. Inoltre c’è sempre la Nazionale, dove Arnaboldi è già stato rappresentante lo scorso anno in Under 17.
A livello di squadra invece, il Modena viaggia a vele spiegate nel Girone A, alle spalle delle due squadre del lago Como e Lecco, ma con un discreto vantaggio sulle inseguitrici. La zona play-off sembra cosa scontata, i Canarini giocano un gran calcio e affinando ulteriormente le abilità possono iscriversi come contender per la fase a eliminazione diretta!