Nel calcio, talvolta, le storie più sorprendenti nascono laddove meno te le aspetti. È il caso di Auri Gurschler, portiere classe 2009 del Südtirol, protagonista di un episodio destinato a restare nella “storia” del calcio giovanile.
Nell’ultima gara di campionato contro il Mantova, quando il cronometro aveva già superato il novantesimo e il recupero stava per esaurirsi, il Südtirol era ancora sotto nel punteggio. Poi, al secondo minuto di recupero, accade qualcosa di clamoroso: lancio lungo di Gurschler, nessuno tocca e il pallone finisce in rete, tra lo stupore generale dei presenti.
Non si è trattato “soltanto” di un gol inatteso. È stato un punto pesantissimo, perché ha interrotto una serie negativa di sette sconfitte consecutive, restituendo fiducia e ossigeno a un gruppo che cercava una scintilla per ripartire. E, paradossalmente, quella scintilla è arrivata dai guantoni del numero uno.
Ogni volta che un portiere segna, il calcio si ferma un istante in più per raccontarlo. Perché è raro, quasi anomalo. E proprio per questo, indimenticabile. Impossibile non pensare a Brignoli: con il Benevento svettò di testa contro il Milan al 95’, firmando il primo storico punto in Serie A. Più recente, ma altrettanto iconico, il colpo di testa di Provedel contro l’Atlético Madrid nella fase a gironi della Champions League 2023/24: un’incornata da centravanti puro che valse un pareggio dal sapore d’impresa.
E come dimenticare – non limitandoci dunque agli italiani – il gol di Trubin contro il Real Madrid, rete risultata decisiva in ottica qualificazione per il Benfica. Scene diverse per contesto e palcoscenico, ma accomunati dallo stesso elemento: l’eccezionalità.
Ecco perché quanto accaduto nel campionato Under 17 assume un significato che va oltre la classifica. Il gesto di Gurschler si inserisce in quella ristretta galleria di episodi che ricordano come il calcio, a ogni livello, sappia ancora sorprendere.