Ci sono giocatori che nascono attaccanti e altri che lo diventano per intuizione. Nicola Russo, il trascinatore del Sorrento, appartiene alla seconda categoria, ma i risultati dicono che quella maglia numero 9 gli calza a pennello. La tripletta rifilata al Crotone è solo l’ultimo capitolo di una stagione che profuma di consacrazione per un talento che, fino a poco tempo fa, vedeva il campo da un’altra prospettiva.
Una trasformazione da “Predestinato”
Figlio d’arte (il padre è l’ex centravanti Giulio Russo), Nicola porta con sé un bagaglio tecnico atipico. Cresciuto calcisticamente nella Salernitana come difensore e poi evolutosi in play basso, ha conservato la visione di gioco e l’intelligenza tattica del regista. È stato l’occhio lungo di scout come Gigi Sagliocco a intravedere in quel fisico imponente da 1,92 metri le potenzialità di un centravanti moderno.
L’intuizione si è trasformata in realtà sotto la guida dello staff tecnico rossonero: spostato sulla linea d’attacco, Russo ha risposto con numeri spaventosi. In 18 partite ha messo a referto 17 gol, dimostrando che il “senso del gol” era un istinto latente pronto a esplodere.
La partita perfetta: Fisicità e Tecnica
Contro gli squali, Russo ha messo in mostra tutto il suo repertorio. Nonostante la stazza da corazziere, sorprende per la rapidità con cui punta l’uomo e la pulizia tecnica nel dribbling.
Dominio fisico, ha vinto ogni duello aereo, fungendo da boa per i compagni Illiano e Casalini.
Mentalità da play, la sua generosità è rara, rientra sotto la linea della palla per aiutare la squadra, un retaggio del suo passato a centrocampo che lo rende un attaccante “totale”. Non è solo un finalizzatore, ma il primo difensore della squadra. La sua aggressività nei duelli e la capacità di leggere le traiettorie avversarie (eredità del suo passato in difesa) lo rendono l’incubo di ogni portatore di palla avversario.
Verso il professionismo
Il rigore sbagliato e la successiva tripletta al Crotone raccontano di un ragazzo con una forza mentale non comune per un classe 2009. Se continua con questa media realizzativa e con questa capacità di proteggere palla e creare spazi, il salto verso il calcio che conta è solo questione di tempo!