È il 6 novembre 2025 quando, a Villa Rostan, viene annunciato il nuovo allenatore del Genoa: Daniele De Rossi. L’ex capitano della Roma arriva nella città della Lanterna per prendere in mano una squadra in difficoltà, terzultima e con appena sei punti nelle prime dieci giornate.
Una situazione delicata, con una classifica pesante e una piazza storicamente esigente. Il tecnico rossoblù sceglie però una strada tanto semplice quanto impegnativa: restituire identità e ordine attraverso il lavoro quotidiano. Allenamento dopo allenamento, costruisce il suo Genoa con passione, serenità e dedizione. L’obiettivo è chiaro: conquistare la salvezza e riportare stabilità all’ambiente.
Diciannove partite dopo il suo arrivo, il metodo derossiano inizia a dare risultati concreti: 27 punti conquistati e nove lunghezze di vantaggio sulla zona retrocessione. Un margine che racconta molto più di una semplice risalita in classifica.
Il segreto? Il lavoro, certo, ma anche la fiducia. Fiducia nella crescita del gruppo, nella qualità della rosa e nelle caratteristiche dei singoli. Non è un caso che durante il mercato invernale il tecnico non abbia chiesto una rivoluzione. De Rossi ha sempre dichiarato di credere fortemente nei giocatori già presenti in organico, ma anche nelle promesse emergenti della cantera rossoblù, spesso chiamate ad allenarsi con la prima squadra.
Una filosofia che si inserisce nella storia del club. Il Genoa è da sempre riconosciuto per la capacità di formare e valorizzare giovani talenti. Una tradizione che accompagna il percorso della società più antica d’Italia, oggi pronta a ritrovare nuova linfa.
Una tradizione: il Genoa e i giovani
Settimana dopo settimana, alcuni ragazzi del vivaio iniziano a respirare l’aria della prima squadra. In questo contesto, il settore giovanile torna al centro. C’è chi si allena ormai con continuità tra i professionisti, come Jacopo Grossi, Marco Romano e Gaël Lafont, e chi vive per la prima volta l’emozione del campo con i grandi.
Negli ultimi giorni, al centro sportivo “Signorini” di Pegli si sono visti anche Carmine Cozzolino, Gabriele Mandirola e Filippo Toscano.
I nuovi volti al “Signorini”
Carmine Cozzolino è arrivato a Genova tre anni fa grazie all’intuizione di Michele Sbravati, allora responsabile del settore giovanile. Prelevato definitivamente nell’estate 2023 dalla Cantera Napoli, l’attaccante ha costruito passo dopo passo il proprio percorso in rossoblù.
Nel suo quasi triennio genoano ha messo a segno 25 gol complessivi: dieci in Under 15, stagione chiusa con uno scudetto sfiorato e tre reti nei derby, sei in Under 16 e nove finora con l’Under 17 guidata da Mimmo Criscito, attualmente seconda dietro alla Juventus.
La chiamata di De Rossi è arrivata giovedì scorso, in occasione dell’allenamento “mediano”, la seduta settimanale più attesa. Quella in cui la partitella finale assume il sapore di una prova generale. La punta napoletana deve ancora compiere 17 anni, ma è già immersa nel suo sogno più grande.
Attaccante moderno e completo, oltre a finalizzare con il mancino sa rifinire per i compagni, come dimostrano le nove reti e i sette assist stagionali. È abile nel muoversi in area, ma anche nel dialogare con la squadra e partecipare alla costruzione del gioco.
Il Genoa ha voluto blindarlo in anticipo: contratto da professionista fino a giugno 2028. Un segnale chiaro, anche perché su di lui si erano mosse diverse società, anche dall’estero.
Con lui si sono allenati per la prima volta anche Gabriele Mandirola e Filippo Toscano. Il primo, sedicenne, è un terzino destro dell’Under 17 di Criscito. Il secondo, classe 2008, è un laterale sinistro dell’Under 18 guidata da Federico Moretti, attualmente quarta in classifica e con due reti stagionali all’attivo.
Per tutti e tre si è trattato del primo allenamento agli ordini di De Rossi.
Un segnale importante che racconta molto dell’approccio del tecnico. Lo stesso tecnico rossoblù, in conferenza stampa, ha sottolineato quanto sia una ricchezza poter contare su una rosa con caratteristiche diverse, composta da giocatori in grado di offrire soluzioni differenti.
Il progetto del vivaio rossoblù
Parlando del reparto offensivo, De Rossi ha spiegato quanto sia un vantaggio avere attaccanti con caratteristiche diverse, capaci di offrire alternative tattiche durante la gara. Tra questi c’è anche Jeff Ekhator, classe 2006, protagonista di prestazioni di grande personalità nonostante la giovane età.
Per l’allenatore, poter scegliere, cambiare o confermare è un segnale di crescita. E il fatto che tra queste opzioni ci siano anche giocatori così giovani è forse la dimostrazione più evidente del percorso intrapreso.
Una direzione chiara, che guarda al futuro.
Lo ha spiegato anche Roberto Trapani, responsabile del settore giovanile, che ai giornali genovesi ha illustrato la linea della società: far crescere i ragazzi anche facendoli giocare sotto età, accelerandone la maturazione.
Il club punta a consolidare il talento dei ragazzi provenienti dal vivaio. L’ambizione è integrare ogni stagione due o tre giovani del vivaio tra i professionisti.
Un lavoro che nasce da lontano, costruito su basi solide e oggi rafforzato da una prima squadra attenta e ricettiva.
Se il presente del Genoa passa dal lavoro quotidiano di De Rossi, il futuro prende forma sui campi di Pegli. Ha il volto di ragazzi che, allenamento dopo allenamento, stanno trasformando un sogno in una possibilità concreta.
Fonte foto: Instagram filippo.toscano08