Il calcio giovanile è spesso lo specchio delle emozioni più pure: coraggio, incoscienza e colpi di scena. La sfida tra Catanzaro e Bari, valida per la 22ª giornata del campionato Under 15 Serie A/B (Girone C), non ha tradito le attese, trasformandosi in una vera e propria girandola di emozioni tra due squadre che si giocavano il sesto posto in classifica.
Una sfida sul filo del rasoio
Le Aquile arrivavano all’appuntamento con 24 punti e la voglia di sorpassare proprio i rivali pugliesi, avanti di una sola lunghezza. Entrambe le formazioni hanno vissuto una stagione fin qui simile: un percorso fatto di “montagne russe”, tra picchi di brillantezza assoluta e cadute improvvise. Il Bari, dal canto suo, si è confermato squadra ostica, capace di restare aggrappata alla partita nonostante una difesa spesso sotto pressione.
Intensità e botta e risposta
Il match si è aperto con ritmi altissimi. L’aggressività agonistica ha dominato la prima frazione, con i ventidue in campo pronti a lottare su ogni pallone. A rompere l’equilibrio è stato il Bari con Marco Cicchelli: l’esterno destro biancorosso ha trovato il varco giusto per firmare il suo terzo centro stagionale, portando i Galletti in vantaggio. Il Catanzaro, però, non ha accusato il colpo e ha trovato il pareggio grazie ad una sfortunata autorete degli ospiti sugli sviluppi di un calcio d’angolo ben calibrato.
Follia e prodezze nella ripresa
Il secondo tempo è stato un concentrato di adrenalina. La gara sembrava girare a favore dei padroni di casa quando Tortorelli ha rimediato il secondo giallo, lasciando il Bari in dieci uomini. Eppure, proprio nel momento di massima difficoltà, è emerso il genio: Mattia Ferrarese ha visto il portiere giallorosso leggermente fuori dai pali e, da poco oltre la linea di centrocampo, ha scagliato un siluro di destro che si è insaccato sotto la traversa. Un gol da antologia che ha gelato il pubblico di casa e riportato il Bari avanti 2-1.
L’uragano Palermo e il colpo finale
Ma il Catanzaro ha un’anima guerriera. Con l’uomo in più e il cronometro che correva veloce, è salito in cattedra Francesco Palermo. Il numero 11 giallorosso si è caricato la squadra sulle spalle: prima ha seminato il panico nella difesa pugliese siglando il gol del 2-2, poi ad una manciata di minuti dal termine, ha inventato l’assist perfetto per la testa di Giuseppe Vetere. Il subentrante non ha fallito l’appuntamento con la gloria, infilando il pallone del definitivo 3-2.
Questa vittoria non rappresenta solo tre punti fondamentali per il sorpasso in classifica, ma è il manifesto della resilienza del Catanzaro. Vincere una partita dopo essere stati sotto due volte, certifica la crescita mentale del gruppo guidato dalle sue stelle. Per i biancorossi resta l’amaro in bocca per una gestione complicata dell’inferiorità numerica, ma anche la consapevolezza di avere talenti cristallini capaci di colpi fuori categoria.
Il settimo posto è ormai un ricordo: le Aquile volano e guardano avanti con rinnovata ambizione!