In tanti ieri sera si aspettavano una risposta da noi de La Giovane Italia dopo quanto accaduto alla Nazionale. Da anni vi raccontiamo il meglio del calcio Under, vi portiamo dentro storie, percorsi e crescita dei ragazzi, e proprio momenti come questi chiamano inevitabilmente a una presa di posizione. Ma abbiamo sempre creduto che pubblicare contenuti, scrivere editoriali, soprattutto a pochi minuti da una delusione così grande, non sia il modo migliore per essere lucidi. A caldo si rischia di scivolare nei soliti luoghi comuni, nelle analisi superficiali, in giudizi che servono più a sfogarsi che a capire davvero.
E allora, proprio perché questa ferita è ancora apertissima e perché ripetere ciò che è già evidente – e che vi raccontiamo tutto l’anno nei nostri approfondimenti – sarebbe ridondante e poco utile, scegliamo un’altra strada. Scegliamo di parlarvi con dei dati oggettivi: i risultati. Quelli concreti, ottenuti sul campo e raggiunti, negli ultimi 7 giorni, da un’altra Italia: quella delle Nazionali Under.
Già perchè in questi 7 giorni hanno dato una vera e propria lezione, centrando obiettivi che non ammettevano margine d’errore. E noi de La Giovane Italia ve le abbiamo raccontate passo dopo passo, con i nostri articoli e post puntuali e, soprattutto, con le voci dei nostri telecronisti su Vivo Azzurro TV, portandovi dentro ogni partita, ogni emozione, ogni segnale di crescita di questo movimento.
L’Under 17, obbligata a vincere il proprio girone per qualificarsi all’Europeo, ha chiuso con un percorso perfetto: tre vittorie su tre. Non solo risultati, ma anche carattere, come sottolinea la rimonta contro il Portogallo, segnale di una squadra viva, reattiva, capace di reagire nei momenti difficili. L’Under 19 ha fatto lo stesso: pressione altissima, un solo obiettivo possibile, centrato senza esitazioni, con maturità e continuità.
L’Under 18 ha vinto il proprio girone di qualificazione agli Europei Under 19 del prossimo anno con 7 punti, davanti alla Scozia padrona di casa. L’Under 21, invece, ha lanciato un messaggio forte: due vittorie nette, due 4-0 contro Macedonia e Svezia, che tengono decisamente aperta e credibile la rincorsa nel proprio percorso di qualificazione.
Anche le amichevoli hanno raccontato molto più di semplici test. L’Under 16 ha dimostrato qualità e resilienza, pareggiando e poi vincendo una gara spettacolare contro la Germania per 4-3. L’Under 20, sotto 0-3 contro l’Inghilterra, ha trovato la forza di reagire fino al 3-3, dopo aver già costruito tanto gioco nella fase iniziale senza riuscire a concretizzare. Una rimonta che parla di orgoglio, ma anche di idee e produzione offensiva.
Questa è un’Italia che funziona, che cresce, che ha identità. Ed è proprio questo il punto più amaro. Perché come vi diciamo da tempo nei nostri editoriali, il problema non è la mancanza di talento o di prospettiva: le Nazionali Under dimostrano esattamente il contrario. Il problema è ciò che accade dopo, quel passaggio che non si compie, quella continuità che si interrompe quando si arriva al livello più alto.
Tre Mondiali consecutivi mancati non sono una coincidenza, ma la conseguenza di scelte, gestione e visione che non stanno funzionando. Non ci giriamo intorno: è l’ennesimo fallimento di questo sistema.
Credit foto: figc.it






