La tentazione di pensare a una risalita immediata sarebbe stata forte, ma anche profondamente sbagliata. L’Empoli arrivava da una retrocessione difficile da digerire, maturata nello spareggio contro il Bologna, un epilogo che rischiava di lasciare segni profondi. Per ripartire serviva altro: lucidità, pazienza e soprattutto lavoro.
È proprio da qui che nasce il percorso degli azzurri. Nessuna scorciatoia, ma un cammino costruito giorno dopo giorno, con l’obiettivo di lasciarsi alle spalle i fantasmi del passato. “Sentivo di dover rimediare da quel 27 maggio”, ha ammesso il responsabile del settore giovanile Federico Bargagna dopo la conquista della promozione, rendendo merito al gruppo, al tecnico Andrea Filippeschi e allo staff.
L’avvio di stagione, in effetti, aveva confermato quanto fosse necessario trovare nuovi equilibri. Nelle prime sei giornate erano arrivate due sconfitte e un pareggio, segnali di una squadra ancora in fase di costruzione. Un passaggio fisiologico, utile però a mettere a fuoco ciò che mancava per fare il salto di qualità.
Da quel momento in poi, la crescita è stata costante. L’Empoli ha iniziato a trovare continuità grazie a un organico ricco di talento e a individualità capaci di accendersi nei momenti più complicati. La vittoria contro la Salernitana, quella che ha sancito la promozione, è stata soltanto la naturale conclusione di un percorso che aveva già preso una direzione precisa.
A certificare il dominio è anche il dato sulla continuità: l’ultima sconfitta risale al 25 ottobre 2025, sul campo dello Spezia. Poi una lunga striscia positiva fatta di 16 vittorie e 4 pareggi, venti risultati utili consecutivi che raccontano meglio di qualsiasi altra cosa la solidità della squadra.
Non solo risultati, però. Alla base c’è stato un lavoro approfondito sui singoli, come sottolineato dallo stesso Bargagna: allenamenti aggiuntivi, attenzione ai dettagli e crescita individuale come leva per migliorare il collettivo. Un principio semplice, ma determinante.
Dall’ottava giornata, una volta conquistata la vetta, l’Empoli non si è più voltato indietro. Merito anche della gestione di Filippeschi, capace di dare equilibrio e valorizzare le qualità dei suoi giocatori all’interno di un sistema efficace.
Adesso è tempo di celebrare il traguardo raggiunto, ma anche di guardare oltre. Perché questa promozione non è un punto d’arrivo, ma la base da cui ripartire, con entusiasmo e consapevolezza, verso una nuova sfida.
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