Al “Cetilar Arena” il Genoa soffre, rimonta e vince. Ma soprattutto cresce.
Perché dietro il 2-1 contro il Pisa c’è molto più di un risultato: c’è il percorso costruito da Daniele De Rossi.
Una rimonta che vale la salvezza
Per la prima volta dall’inizio della stagione, il tecnico schiera titolare la coppia Colombo–Ekhator e lancia un messaggio chiaro: fiducia ai giovani. Alle loro spalle, altri due ragazzi ormai padroni dei rispettivi ruoli, Baldanzi e Masini.
La partita prende una direzione precisa con il gol strepitoso di Jeff Ekhator, classe 2006: destro naturale, ma capace di trovare l’incrocio con il sinistro. Poi, il derby delle Repubbliche Marinare viene deciso dagli undici metri proprio da Lorenzo Colombo, che sembra aver finalmente trovato la sua dimensione all’interno della squadra e della realtà genovese. Con 7 gol stagionali, l’attaccante ha già espresso la volontà di proseguire il suo percorso in rossoblù.
Il Grifone ha sofferto, ma è rimasto dentro la partita, ribaltandola con lucidità e compattezza.
Il metodo derossiano
Con una media di quasi 1,5 punti a partita, Daniele De Rossi attende ormai solo l’aritmetica per festeggiare un lavoro estremamente efficace.
Chiamato il 6 novembre 2025 dal nuovo ds Diego Lopez, l’ex capitano della Roma arriva nella città della Lanterna per prendere in mano una squadra in piena difficoltà: terzultima, con appena sei punti nelle prime dieci giornate.
Una situazione delicata, con una classifica pesante e una piazza storicamente esigente. Il tecnico rossoblù sceglie però una strada tanto semplice quanto impegnativa: restituire identità e ordine attraverso il lavoro quotidiano. Allenamento dopo allenamento, costruisce il suo Genoa con passione e dedizione, con un obiettivo chiaro: conquistare la salvezza e riportare stabilità all’ambiente.
Ventiquattro partite dopo il suo arrivo, il metodo di De Rossi inizia a dare risultati concreti: 33 punti conquistati e nove lunghezze di vantaggio sulla zona retrocessione. Un margine che racconta molto più di una semplice risalita in classifica.
Il segreto? Il lavoro, certo, ma anche la fiducia. Fiducia nella crescita del gruppo, nella qualità della rosa e nelle caratteristiche dei singoli. Non è un caso che durante il mercato invernale il tecnico non abbia chiesto una rivoluzione. De Rossi ha sempre dichiarato di credere nei giocatori già presenti in organico, così come nelle promesse emergenti della cantera rossoblù, spesso aggregate alla prima squadra.
Una filosofia coerente anche con la storia del club, da sempre attento alla valorizzazione dei giovani. Una tradizione che oggi sembra trovare nuova continuità.
I giovani al centro del progetto
Nella proposta tecnica e tattica del mister, i giovani vengono coinvolti davvero. Non per necessità, ma perché rappresentano elementi centrali del sistema di gioco. Accanto a ogni giocatore esperto, c’è sempre un profilo giovane pronto a prendersi responsabilità.
In questo modo, De Rossi inserisce i ragazzi in un contesto che li responsabilizza, ma allo stesso tempo li sostiene, affiancandoli a giocatori di esperienza. La crescita diventa così una scelta tecnica, non una soluzione d’emergenza. Non a caso, durante il mercato invernale, il tecnico ha ribadito di non voler stravolgere la rosa, forte della fiducia nelle qualità già presenti e delle idee su come valorizzarle.
Uno sguardo alla Nazionale che verrà
Da ex leader della Nazionale, anche De Rossi ha vissuto in prima persona la mancata qualificazione al terzo Mondiale consecutivo. Un segnale evidente della difficoltà del sistema calcio italiano, soprattutto nella valorizzazione dei giovani.
Anche per questo, il lavoro portato avanti a Genova assume un significato che va oltre il campo. La fiducia concessa a giocatori come Jeff Ekhator – cresciuto interamente nel settore giovanile rossoblù – rappresenta una chiara controtendenza.
A questo si aggiungono le frequenti convocazioni in prima squadra di profili provenienti dalla Primavera, segno di un collegamento sempre più diretto tra settore giovanile e prima squadra. Un percorso rafforzato anche dalla firma dei primi contratti da professionista per alcuni dei talenti più promettenti della cantera.
Obiettivo raggiunto e prospettive future
In questo contesto, la salvezza appare quasi come una naturale conseguenza del lavoro svolto. Non un punto di arrivo, ma una tappa intermedia.
Perché De Rossi non si è limitato a risollevare una squadra in difficoltà: ha iniziato a costruire basi solide per il futuro.
Un futuro che il Genoa spera possa riportarlo stabilmente nelle zone più ambiziose della classifica. E magari, un giorno, anche oltre i confini nazionali.
Per ora, però, una certezza c’è: De Rossi ha trasformato il Genoa in una squadra con un’identità precisa, costruita attraverso il lavoro e la fiducia nei giovani.
Fonte foto: Instagram @danielederossi