Che giochi dal primo minuto o che subentri a gara in corso, la sostanza non cambia: Said Zoumbare spacca le partite ed è sempre decisivo. Ormai lo sanno tutti: allenatore, compagni, tifosi e perfino avversari. Ma arginarlo è impossibile. Ci si può solo mettere comodi e assistere allo show.
Le caratteristiche
Classe 2011, originario del Burkina Faso, Zoumbare è un giocatore offensivo che può agire da esterno in un reparto a tre o da centravanti. A saltare all’occhio sono soprattutto le sue doti fisico-atletiche. Struttura longilinea, agilità, grande gamba, velocità bruciante nei primi metri e progressione devastante sul lungo. Un quadro arricchito da fiuto del gol e tempismo innato nell’attaccare gli spazi. Già così, sarebbe un mix di tutto rispetto, ma la caratteristica che rende il gioiellino nerazzurro davvero unico è un’altra: si tratta della capacità di incidere, a prescindere dai minuti a propria disposizione. Sì perché di nomi di calciatori che hanno ricoperto alla perfezione il ruolo del subentrante perfetto, se ne potrebbero riempire pagine. Molto più difficile è trovare esempi di giocatori in grado di rendersi decisivi in pochi minuti (anche nei match più importanti), sia da titolari che a gara in corso.
Le statistiche
E qui veniamo ai numeri. L’anno scorso, in U14, Zoumbare segna 12 gol in 14 presenze. Un dato emblematico, ma che ai fini del nostro discorso non è sufficiente. Bisogna infatti specificare due aspetti. Il primo è che nessuna di quelle partite le ha giocate per intero. Il secondo è che ha realizzato una rete ogni 36 minuti: 1° nel girone per rapporto marcature-tempo trascorso in campo. Quest’anno la media si è alzata, ma la sua capacità di determinare no. A dicembre, contro l’Atalanta (in quel momento capolista e imbattuta), Solivellas lo getta nella mischia al 30’ della ripresa. Passano meno di tre giri d’orologio e la scelta viene ripagata: rigore guadagnato e trasformato, vittoria in cassaforte. Domenica, nell’andata degli ottavi di finale contro la Lazio, stessa trama. Nerazzurri avanti 2-0, ma biancocelesti che premono. Servono forze fresche che aiutino la squadra; l’esterno burkinabé entra e sigla il definitivo 3-0.
Domenica l’Inter sarà impegnata nel match di ritorno. Vietato pensare che la qualificazione sia già decisa, ma visto il punteggio del primo atto, i 2011 di Solivellas hanno un piede ai quarti. E con una freccia così al proprio arco, i nerazzurri possono sognare il tricolore.