Serie A

Jacopo Grossi e il sogno chiamato Serie A

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A Genova, all’ombra della Lanterna, cresce in silenzio uno dei profili più interessanti del vivaio rossoblù. Jacopo Grossi, centrocampista classe 2006 del Genoa, sta vivendo quel sogno che da bambino gli accendeva gli occhi: vivere la Serie A con la maglia cucita addosso fin dall’adolescenza.

Quel bambino, in fondo, è ancora lì. Vive nell’attesa prima del riscaldamento, nello sguardo rivolto verso il prato del Luigi Ferraris, in quei momenti trascorsi accanto ai grandi, pronto a cogliere l’istante che potrebbe trasformare un desiderio coltivato per anni in realtà.

Dalle giovanili rossoblù alla prima squadra

Michele Sbravati, l’allora responsabile del settore giovanile rossoblù, lo notò mentre muoveva i primi passi nel Vado, e lo portò nel Genoa Under 13. Da quel momento, Grossi ha costruito il proprio percorso passo dopo passo, attraversando ogni categoria con la naturalezza di chi ha sempre dato l’impressione di appartenere a certi palcoscenici. Nel suo cammino hanno inciso figure come Chiappino, Ruotolo e, in questa stagione, Jacopo Sbravati: tecnici che ne hanno accompagnato la crescita tecnica e caratteriale.

Qualità che non sono passate inosservate nemmeno a Daniele De Rossi. L’allenatore del Genoa lo ha voluto aggregare stabilmente alla Prima Squadra, riconoscendo in lui non soltanto talento, ma anche personalità e maturità. La prima convocazione in Serie A è arrivata il 6 aprile 2026, in occasione di Juventus-Genoa; poi l’emozione del Ferraris nella sfida contro il Sassuolo e, più recentemente, un’altra presenza tra i convocati al Franchi di Firenze. Piccoli frammenti di un percorso che sembra ormai indirizzato verso l’esordio tra i professionisti.

La fiducia di De Rossi

Daniele De Rossi ne aveva osservato attentamente la crescita anche attraverso le gare della Primavera, rimanendo colpito dalla sua capacità di interpretare il ruolo con autorevolezza silenziosa. Il neo numero 80 è infatti uno di quei centrocampisti che non hanno bisogno di gesti plateali per lasciare il segno: detta i tempi, pulisce il gioco, offre sempre una linea di passaggio ai compagni e dà ordine alla manovra.

Destro naturale, può agire sia da mediano sia da mezz’ala. Per movenze e tratti somatici ricorda un altro prodotto del calcio ligure come Nicolò Rovella, ma la sua identità tecnica sta prendendo forma con caratteristiche ben definite: metodo, intelligenza posizionale e una rara pulizia nelle giocate.

Leadership e mentalità

A colpire, però, è soprattutto la mentalità. Anche dal modo in cui vive il gruppo si percepisce la considerazione che i compagni hanno di lui: un leader silenzioso, quasi maniacale nella cura dei dettagli e nella lettura delle situazioni di gioco, e capace di trascinare il gruppo senza alzare la voce. Una leadership fatta di esempio quotidiano, credibilità e fiducia conquistata sul campo. In un calcio sempre più frenetico, Grossi sembra appartenere a quella categoria di centrocampisti capaci di rallentare e dare logica alla partita.

Grossi fa inoltre parte dello storico gruppo che, sotto la guida di Gennaro Ruotolo, ha conquistato lo Scudetto Under 18, uno dei risultati più significativi degli ultimi anni per il settore giovanile genoano. Un traguardo che ha consolidato ulteriormente la convinzione del club di avere tra le mani un patrimonio importante.

Il futuro del Genoa passa anche da lui

Il Genoa lo considera infatti uno dei pilastri del proprio progetto giovani. 

E mentre continua ad aspettare il suo momento accanto ai grandi, Genova osserva in silenzio la crescita di un ragazzo che sembra avere il passo, la testa e la sensibilità calcistica per prendersi il futuro.

 

Fonte foto: Instagram @jacopogrossii

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