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Frosinone e il vivaio che cresce: da Bracaglia e Palmisani ai nuovi talenti

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Nel calcio moderno parlare di “giovani in prima squadra” significa molto più che sbattere un nome su un tabellino. Significa dare fiducia, strutturare un percorso e credere in un progetto. In questo senso il Frosinone Calcio degli ultimi anni ha tracciato una strada precisa: quella di valorizzare i propri ragazzi.

Negli ultimi tre anni la Primavera giallazzurra non è stata un semplice passaggio di categoria, ma una fucina di prospetti. Alcuni di loro sono già entrati nelle pagine più luminose della storia recente della società. Altri stanno ancora lavorando senza clamore, con lo sguardo fisso sulla prima squadra.

Bracaglia e Palmisani: simboli di un percorso vincente

Due nomi su tutti raccontano questa filosofia: Gabriele Bracaglia e Lorenzo Palmisani. Due percorsi diversi, ma uniti dalla stessa matrice ciociara e da un impatto concreto nel recente cammino del club.

Il percorso di Lorenzo Palmisani racconta meglio di qualsiasi slogan cosa significhi farsi trovare pronti. La sua occasione arriva quasi per caso, ma il modo in cui la sfrutta è tutt’altro che casuale. L’infortunio di Alen Sherri in Coppa Italia contro il Monza apre uno spazio inatteso. Da lì, Palmisani non si volta più indietro.

Mister Massimiliano Alvini sceglie di puntare su di lui. Una decisione forte. Una decisione ripagata. Il portiere ciociaro risponde con numeri pesanti: tre rigori neutralizzati su sei, con una sola realizzazione – firmata da Silvio Merkaj – e due conclusioni finite fuori dallo specchio. A questo si aggiungono 15 porte inviolate, segnale di affidabilità e continuità. Non era scontato. Prima, Palmisani aveva vissuto una fase complessa. Il prestito all’Olbia non gli aveva garantito la titolarità. Il richiamo a casa, per continuare a giocare con la Primavera nella stagione 2023-2024, diventa una scelta chiave. A fine annata arriva un nuovo prestito, questa volta alla Lucchese, dove colleziona 19 presenze e ritrova ritmo e fiducia.

Oggi Palmisani è una presenza stabile nel Frosinone. E non solo. Fa parte anche del giro dell’Italia U21. Nell’ultima convocazione del ct Silvio Baldini arriva la prima chiamata con la Nazionale maggiore, al fianco di Gianluigi Donnarumma. Un traguardo che pesa. E che certifica il percorso.

Anche la storia di Gabriele Bracaglia parla la lingua dell’appartenenza. Dopo l’esperienza in prestito al Renate, il ritorno a Frosinone coincide con una delle stagioni più complicate degli ultimi anni. La squadra rischia grosso. Sfiora la Serie C. Bracaglia non si tira indietro. Anzi. Risponde presente, macinando minuti e mettendo in campo ogni goccia di energia. Questa stagione, finalmente, raccoglie quanto seminato. Vive i momenti positivi con la consapevolezza di chi ha sofferto. E dimostra un attaccamento alla maglia fuori dal comune. Non a caso, Alvini si espone pubblicamente nel post-partita tra Frosinone-Carrarese:
“Cosa aspetta la Nazionale a chiamare un ragazzo che, dopo una frattura al naso, torna in campo già alla partita successiva?”

Il riferimento è chiaro. In Modena-Frosinone, Bracaglia si frattura il naso e finisce in ospedale. Nell’ultima gara contro il Mantova, gioca ancora con i postumi dell’infortunio. Sangue dal volto. Dolore evidente. Ma una sola idea in testa: rientrare in campo il prima possibile.

Palmisani e Bracaglia non sono solo prodotti del vivaio. Sono figli della Ciociaria che hanno scelto di restare, lottare e crescere con questa maglia. E il Frosinone, oggi, raccoglie i frutti di una gestione che sa aspettare. E riconoscere chi merita davvero.

La gestione dei giovani: un percorso, non un caso

Il valore di Bracaglia e Palmisani nasce da un contesto. Negli ultimi tre anni, il vivaio del Frosinone ha lavorato con metodo. Lo staff tecnico, spesso lo stesso che poi lavora con la Primavera, costruisce continuità.  Non è un caso che nomi come Filippo Grosso e Kevin Barcella abbiano trovato spazio nei piani alti. Grosso, centrocampista di grande tecnica e visione, ha saputo guadagnarsi minuti e fiducia. Barcella, centrocampista dinamico, ha dimostrato di poter essere un pericolo per le difese avversarie.

I giovani che scalpitano: Befani, Schietroma, Cichero e gli altri

Ma la storia non finisce qui. Ci sono ragazzi che ancora non hanno avuto la grande chance in Serie A, ma che sono pronti a prendersela. Lorenzo Befani, classe 2008, è uno di questi: rapido, tecnico e con il fiuto del gol, ha già fatto intravedere numeri interessanti con la Primavera, ben 5 gol e 1 assist alla sua prima esperienza in primavera 1. Lorenzo Schietroma ha già mostrato qualità di palleggio e inserimento in mezzo al campo. Cichero e Colley hanno dimostrato grande senso del gol in più occasioni. Tutti loro sono profili sui quali il Frosinone sta puntando con convinzione.

Questa gestione non è casuale. Rispecchia un credo societario: investire nei ragazzi significa dare identità al club. Vuol dire radicare la squadra nel territorio. Vuol dire costruire un progetto sostenibile, con giocatori cresciuti insieme, che condividono valori e mettono cuore in campo ogni volta.

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