Il Lecco cade al ritorno dei quarti di finale contro la Virtus Verona, sconfitto 2-1, ma conquista comunque l’accesso alla semifinale grazie al successo per 1-0 ottenuto all’andata e al miglior piazzamento nella regular season. Una qualificazione sofferta, maturata al termine di una gara comunque complicata e ricca di momenti di difficoltà, nei quali il Lecco ha saputo stringere i denti e resistere all’assalto finale degli ospiti.
Aldilà del risultato finale e dell’assenza dal tabellino dei marcatori, c’è un protagonista che più di altri ha lasciato il segno nell’economia della partita: Gabriel Shullani.
L’attaccante bluceleste merita il riconoscimento di migliore in campo per il lavoro oscuro ma fondamentale svolto nel corso del match. Shullani ha garantito peso offensivo, protezione del pallone e un riferimento costante per la squadra, facendo valere fisicità e intelligenza tattica tra le linee. Sportellate, sponde, palloni puliti e la capacità di far salire il gruppo: una prestazione preziosa per consentire al Lecco di respirare nei momenti di maggiore pressione.
La sua uscita anticipata, dovuta a problemi fisici di natura muscolare, ha però cambiato l’inerzia della sfida. Senza il suo contributo, il Lecco ha faticato a guadagnare metri, mantenere il possesso e alleggerire la pressione. Non è un caso che, dopo il suo forfait, si sia passati dall’1-0 al definitivo 1-2…