Nazionali

Notti magiche per un Genoa che veste Azzurro

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Sono arrivate le notti magiche anche per Jeff Ekhator e Seydou Fini. Peccato solo che non saranno quelle di un’estate italiana.

Quella straordinaria emozione di indossare la maglia azzurra dei grandi campioni, di rappresentare l’Italia e sentire il proprio nome letto nella formazione della Nazionale del tuo paese… Chissà quei baby Grifoni quanto avranno sognato quel momento, che sembrava tanto lontano, e che invece durante le amichevoli contro Lussemburgo e Grecia è diventato realtà.

La rivoluzione di Baldini

Che il ct Silvio Baldini volesse farsi portavoce di una rivoluzione in casa Italia non è stata una sorpresa. Il tecnico massese, infatti, ha convocato la rosa con l’età media più bassa di sempre – 20 anni e mezzo –. Segnale di piena fiducia verso giovani talenti che, in alcuni casi, non hanno ancora trovato spazio nei rispettivi club: chi è rimasto in Primavera, chi è stato mandato in prestito e chi continua a osservare le partite dalla panchina, giudicato ancora acerbo per certe sfide. Allora, l’allenatore si è sempre pronunciato a favore dei suoi ragazzi, di quelli che convocava già in Under 21, consapevole di dover convincere non soltanto i tifosi, ma anche gli addetti ai lavori.

Il Genoa e i suoi talenti

Tra le società più interessate alle recenti due amichevoli della Nazionale c’era anche il Genoa. Tra i 24 convocati figuravano diversi ragazzi cresciuti nel settore giovanile rossoblù. Tre sono di proprietà del Grifone: Ekhator, Venturino e Fini (il secondo quest’anno in prestito alla Roma, il terzo al Frosinone). E dalla cantera rossoblù sono usciti anche Ahanor e Lipani, oggi giocatori rispettivamente di Atalanta e Sassuolo.

Lorenzo Venturino, purtroppo, è dovuto rientrare anzitempo alla base per sottoporsi a un intervento di pulizia al tendine rotuleo.

Gli esordi degli amici Fini ed Ekhator

Il 3 giugno, allo Stade de Luxembourg, al 67’ Baldini sceglie di fare un cambio per mantenere il vantaggio contro il Lussemburgo di un gol, segnato da Pio Esposito, ma anche quello tattico, regalando a Seydou Fini l’esordio in azzurro, il compimento di un sogno inseguito fin da bambino. Con la maglia 17, Fini diventa il più giovane debuttante del Genoa con la maglia della Nazionale italiana negli ultimi 50 anni. Il ragazzo arriva da un finale di stagione altrettanto emozionante, durante il quale ha vissuto la promozione diretta in Serie A del Frosinone, per il quale ha giocato 8 partite, contribuendo con 1 gol e 2 assist.

Qualche giorno dopo, il 7 giugno al Pankritio Stadium, sull’isola di Creta, il tecnico schiera titolare un altro gioiello cresciuto con la casacca rossoblù: Jeff Ekhator, che ha giocato tutto il primo tempo contro la Grecia e procurato l’assist per il gol del solito Esposito, per poi lasciare il posto proprio all’amico Fini. Il numero 21 rossoblù ha chiuso la stagione con 3 gol e quasi mille minuti in prima squadra, conquistandosi progressivamente la fiducia di Vieira prima e De Rossi poi. 

Un sogno diventato realtà

Va riconosciuto il lavoro di scouting e valorizzazione portato avanti da Michele Sbravati, l’allora responsabile del settore giovanile del Grifone che portò tutti questi prospetti del calcio italiano a vestire la maglia della squadra genovese.

Per novanta minuti o poco più, quelle contro Lussemburgo e Grecia sono state soltanto due amichevoli di inizio estate. Ma per Jeff Ekhator e Seydou Fini hanno rappresentato molto di più. Sono state il punto d’incontro tra i sacrifici di una vita e il sogno coltivato da bambini, quando la Nazionale sembrava un’immagine lontana vista attraverso lo schermo di un televisore.

E mentre i riflettori erano puntati sui risultati, in casa Genoa c’era anche un motivo d’orgoglio. Perché vedere ragazzi cresciuti tra i campi del Signorini arrivare a vestire l’azzurro significa riconoscere il valore di un percorso, di un lavoro quotidiano spesso silenzioso, fatto di allenamenti, attese e fiducia.

Le notti magiche, forse, non sono state quelle cantate da Bennato e Nannini. Purtroppo, non c’erano Mondiali da giocare né piazze da riempire di bandiere. Ma negli occhi di Ekhator e Fini, al momento dell’esordio, c’era probabilmente la stessa emozione. Ed è proprio da emozioni come queste che nascono le storie più belle del calcio.

 

Fonte foto: Instagram @seydou_fini

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