Si è conclusa un’altra stagione a livelli davvero elevati per Mamadou Issa Pamé, capace di trascinare la Juventus alla conquista dello scudetto nella categoria Under 16 a suon di reti, soprattutto nei momenti decisivi.
Mamadou Issa Pamé è un profilo già presente sui taccuini degli osservatori e degli addetti ai lavori di tutta Italia, non lo scopriamo di certo oggi: parliamo di un centravanti capace di fare reparto da solo e di utilizzare le proprie magistrali capacità fisiche per fungere da riferimento offensivo della sua squadra. I ragazzi di mister Gridel hanno subito capito come innescarlo per sfruttarne appieno le caratteristiche e lui, di rimando, si è messo al servizio della squadra con movimenti, sponde e tante giocate utili per lo sviluppo della manovra.
Skills importanti nel percorso di costante crescita di uno dei profili più interessanti del panorama calcistico nazionale nella classe 2010. Ma si sa, nel calcio la componente legata ai numeri e ai risultati tangibili ha sicuramente una centralità cruciale. E allora è impossibile non sottolineare che Pamé, dopo l’arrivo dalla Tor Tre Teste e la sua prima stagione a Torino nel 2024-25 in cui aveva segnato ben 29 reti stupendo tutti per il suo impatto debordante, quest’anno è andato di nuovo vicino a quella cifra: 25 reti in totale, di cui 19 durante la stagione regolare, a cui si aggiunge il suo primo timbro da sotto leva in U17.
Quello che ha colpito tutti, però, è stata la sua abilità nel salire in cattedra con gol pesanti durante i playoff: ne ha siglati ben 6, più di tutti, risultando a dir poco decisivo nel cammino che ha portato i bianconeri a cucirsi sul petto lo Scudetto, per la seconda volta consecutiva in questa categoria.
Teniamo alta l’attenzione sul rendimento di questo ragazzo perché continueremo a sentirne parlare e a raccontarvi di lui spesso: per il suo fisico, per la sua finalizzazione, per la sua capacità di segnare quando le partite pesano e contano di più; un dettaglio che, alla Juventus, non può di certo passare inosservato.