Si chiude ufficialmente l’avventura di Riccardo Braschi con la maglia della Fiorentina. Il giovane attaccante classe 2006 lascia Firenze dopo lo storico trionfo nel Campionato Primavera conquistato la scorsa stagione sotto la guida di mister Daniele Galloppa. Ad attenderlo c’è ora una nuova e stimolante sfida in Svizzera con la maglia del Thun, club fresco vincitore del titolo elvetico.
Le cifre e la formula: la Fiorentina si protegge con la ricompra
L’operazione si è conclusa a titolo definitivo per una cifra complessiva di 1,2 milioni di euro, bonus inclusi. Nonostante la cessione a titolo definitivo, la dirigenza gigliata ha voluto tutelarsi per il futuro, consapevole del valore e del potenziale del ragazzo.
Nel contratto è stata infatti inserita un’importante clausola di prelazione/ricompra. Una mossa strategica che consentirà alla Fiorentina di monitorare da vicino il percorso di crescita dell’attaccante e di conservare la possibilità di riportarlo a Firenze.
Una stagione da incorniciare: dall’esordio in Serie A allo Scudetto Primavera
Per Braschi si tratta di un addio carico di significato ed emozioni. Fiorentino doc e tifoso viola fin da bambino, il giovane centravanti ha vissuto un’annata indimenticabile.
In prima squadra, sotto la gestione di Paolo Vanoli, ha collezionato traguardi da sogno:
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L’esordio europeo: La prima apparizione in Conference League contro il Raków, culminata con le sue lacrime di gioia al triplice fischio sotto gli occhi dei tifosi del Franchi.
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Il debutto in Serie A: L’esordio nella massima serie italiana nella sfida contro il Genoa, a testimonianza della grande fiducia riposta in lui dal tecnico.
Parallelamente, il suo contributo con la Fiorentina Primavera è stato straordinario. Braschi è stato il vero trascinatore e uomo-copertina della formazione giovanile, trascinando i compagni a suon di gol con ben 19 reti in campionato, compresa quella decisiva nella finale contro il Parma che ha incoronato la Fiorentina Campione d’Italia Primavera.
L’asse Svizzera-Italia: un trampolino di lancio già collaudato
La scelta di Braschi di proseguire la carriera nel campionato svizzero non è casuale, ma si inserisce in un percorso di sviluppo che negli ultimi anni ha portato enormi benefici ai giovani talenti italiani. La Super League elvetica si è affermata come una vera e propria palestra ideale per chi necessita di minutaggio, continuità e dell’ambiente giusto per maturare senza pressioni esasperate.
I precedenti, d’altronde, parlano chiaro:
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Riccardo Calafiori: Ceduto dalla Roma al Basilea, in Svizzera ha rigenerato la propria carriera arretrando a centrale di difesa, ponendo le basi per l’esplosione al Bologna e il successivo approdo in Premier League.
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Federico Dimarco: Ha vissuto una tappa fondamentale al Sion prima di rientrare all’Inter e imporsi tra i terzini sinistri più forti del panorama europeo.
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Wilfried Gnonto: Ha lasciato il settore giovanile dell’Inter per lo Zurigo a soli 16 anni, conquistando il titolo elvetico e la chiamata in Nazionale maggiore prima del salto in Inghilterra.