Ci sono percorsi che sembrano avere una direzione precisa ancora prima che il protagonista se ne accorga. Quello di Samuel Wiafe è uno di questi. Nato in Ghana il 22 giugno 2008, arrivato in Italia nell’autunno del 2020 e passato attraverso il settore giovanile del Modena, il centrocampista classe 2008 ha costruito la propria crescita un gradino alla volta, fino ad arrivare al Genoa e alla Serie A. Un percorso fatto di adattamento, crescita e responsabilità sempre maggiori, che negli ultimi mesi ha subito una brusca accelerazione.
La sua storia italiana comincia a Modena, dove Wiafe entra nel mondo del calcio attraverso la Cittadella Vis Modena, prima di approdare al settore giovanile del Modena nell’estate del 2021. È lì che prende forma il giocatore che oggi il Genoa ha deciso di portare in prima squadra. Il percorso nelle giovanili racconta già una crescita costante: dall’Under 15, nella stagione 2022/23, con sette reti e la partecipazione ai playoff nazionali, all’Under 16, dove il giovane ghanese diventa uno dei riferimenti offensivi della squadra e chiude l’annata con 14 gol. Numeri che attirano inevitabilmente l’attenzione e che lo accompagnano verso il passaggio successivo.
Nella stagione 2024/25 arriva anche la possibilità di confrontarsi con la Primavera e, soprattutto, la chiamata dell’Italia Under 17. Wiafe, nato in Ghana ma ormai cresciuto calcisticamente in Italia, entra così anche nel radar delle selezioni giovanili azzurre. È però il 2025/26 a rappresentare il vero punto di svolta. Con la Primavera del Modena continua a mettere in mostra qualità offensive e duttilità, mentre parallelamente arriva l’occasione di allenarsi e giocare con i grandi.
Il debutto tra i professionisti arriva a soli 17 anni, in Serie B, contro la Virtus Entella. Wiafe viene schierato titolare e dimostra immediatamente di non essere intimorito dal salto di categoria. Dalla fascia mette dentro un cross pericoloso per Gliozzi e, nel corso della partita, si rende protagonista anche di un episodio che racconta il suo atteggiamento oltre le qualità tecniche: davanti alla possibilità di concludere a porta praticamente sguarnita, si ferma dopo essersi accorto che un avversario era rimasto a terra. Al termine della stagione saranno nove le presenze con la prima squadra del Modena, con un assist, oltre a un rendimento importante con la Primavera.
È in questo momento che il nome di Wiafe comincia a circolare con maggiore insistenza e il Genoa decide di anticipare la concorrenza. Il 2 luglio arriva l’ufficialità del trasferimento a titolo definitivo: un investimento da 2,5 milioni di euro e un contratto fino al 30 giugno 2030. Non il classico acquisto da lasciare semplicemente maturare lontano dalla prima squadra, ma un investimento preciso su un ragazzo considerato già pronto per essere inserito progressivamente nel gruppo dei grandi.
Il suo profilo, del resto, si presta perfettamente a questo tipo di scommessa. Wiafe nasce come centrocampista centrale, ma nel percorso a Modena ha ricoperto anche posizioni più avanzate, da trequartista e seconda punta. È un giocatore difficile da incasellare, capace di accompagnare l’azione, attaccare gli spazi e arrivare negli ultimi metri. Fisicità, inserimento e qualità nell’ultimo passaggio sono alcune delle caratteristiche che hanno attirato l’attenzione del Genoa, insieme a una personalità già evidente nonostante la giovanissima età.
Il passaggio in rossoblù non è stato però immediatamente semplice dal punto di vista logistico. Wiafe era impegnato con la Nazionale italiana Under 19 agli Europei di categoria e ha raggiunto il Genoa a ritiro già iniziato. Anche in questo caso, però, il suo atteggiamento ha raccontato qualcosa: invece di aspettare, il giocatore ha scelto di anticipare il proprio arrivo a Moena per mettersi subito a disposizione di Daniele De Rossi.
Poi è arrivata la prima gara ufficiale, e con essa la prima risposta sul campo.
Nel match di Coppa Italia contro l’Ascoli, Wiafe è entrato al 78′ al posto di Tommaso Baldanzi. Poco più di un quarto d’ora gli è stato sufficiente per lasciare il segno. All’80’ ha messo dentro il pallone che Elias Havel ha trasformato nel definitivo 4-1, firmando così il suo primo assist ufficiale con la maglia del Genoa. Poco dopo ha nuovamente cercato la giocata per servire Norton-Cuffy, mentre all’85’ ha provato anche la conclusione personale con il sinistro dalla distanza.
Numeri piccoli, certo, perché siamo soltanto all’inizio della sua avventura rossoblù. Ma indicativi. Wiafe non ha avuto bisogno di molto tempo per mostrare alcune delle qualità che avevano convinto il Genoa a investire su di lui: intraprendenza, qualità negli ultimi metri, capacità di leggere gli spazi e soprattutto la volontà di incidere.
Adesso il salto è quello più importante. La Serie A è un livello completamente diverso rispetto alla Primavera e alle prime apparizioni in Serie B, e Wiafe avrà inevitabilmente bisogno di tempo per completare il proprio processo di maturazione. Ma la sua storia racconta un giocatore abituato a bruciare le tappe.
Dal Ghana all’Italia, dalla Cittadella al Modena, dalle giovanili alla Serie B e infine al Genoa. Ogni volta un livello nuovo, ogni volta la stessa risposta: adattarsi e provare a conquistarsi spazio.
A 18 anni, Samuel Wiafe è arrivato nel calcio che conta davvero. E se il primo assaggio con la maglia del Genoa è un’indicazione, il giovane ghanese non sembra avere intenzione di aspettare troppo prima di lasciare il proprio segno.