Bonavita: “A Cremona cresciamo giovani da prima squadra”

Dopo una lunga carriera da calciatore e una più breve come allenatore, da oltre dieci anni Giovanni Bonavita lavora a tutto tondo a livello di settore giovanile, in qualità di responsabile. Dopo una lunga esperienza all’Albinoleffe, durante la quale ha messo in bacheca anche un titolo nazionale nella categoria Allievi, dal 2014 riveste lo stesso ruolo alla Cremonese, società della quale ha sposato il modus operandi e il nuovo corso societario. A La Giovane Italia ha raccontato il suo percorso da dirigente nei vivai, soffermandosi sul modello portato avanti dal club grigiorosso.

Direttore, quando e come è passato dal fare l’allenatore ad essere dirigente?
“Quando ero all’Albinoleffe due persone hanno avuto quest’intuizione. A propormelo furono l’allora direttore sportivo, Aladino Valoti, su suggerimento del presidente Andreoletti. Entrambi videro in me la figura giusta per ricoprire questo ruolo".

Hai mai pensato di tornare ad allenare?
“Non ne sento il bisogno, alla fine come responsabile del settore giovanile sei allenatore dei tecnici delle diverse giovanili, perché cerchi di condividere con loro un progetto, un programma. Vivo il campo, i dirigenti, gli allenatori, quindi mi sento sempre parte di un progetto tecnico".

Qual è l’obiettivo che vi proponete come settore giovanile della Cremonese?
“Non abbiamo uno specifico obiettivo annuale, l’importante per noi è conciliare un discorso umano e un discorso specifico in un contesto di professionismo. La nostra missione è fare in modo che i ragazzi che cresciamo nel settore giovanile un giorno siano in grado di giocare con la maglia della prima squadra, che è quello che cerchiamo di fare sin da quando ho iniziato a lavorare qui".

E ci state riuscendo.
“Quest’anno due ragazzi saranno sicuramente aggregati: si tratta dei centrocampisti Stefano Girelli e Stefano Cella. Oltre a loro, altri cinque sono andati in ritiro con la prima squadra, quindi direi che il progetto sta procedendo nel modo migliore. C’è grande soddisfazione, perché questi risultati danno forza a tutto quello che è il nostro movimento e giustificano gli investimenti fatti nel settore giovanile. Questo poi stimola anche gli altri nostri giovani, perché vedono che le porte per loro sono aperte e che esistono concrete possibilità di entrare nel mondo dei grandi".

Cosa state preparando in vista della prossima stagione?
“Beh, ci dobbiamo approcciare ad un periodo difficile: veniamo da sei mesi di inattività e gli scenari al momento non sono rassicuranti. Diventa molto difficile fare una programmazione, perché è difficile applicare il protocollo e riportare i ragazzi alla normalità, tra stress scolastico e calcistico. Intanto cerchiamo di lavorare con serenità".

Che sentori hai in vista della stagione?
“Il 31 hanno iniziato Primavera e Under 17; a seguire tutti riprenderanno gli allenamenti, fino a quando, in concomitanza con la scuola, non riprenderanno i più piccoli. Cerchiamo di vivere alla giornata, preservando la salute di tutti e sperando che le cose vadano per il meglio".

Che sensazioni hai?
“Devo e voglio essere ottimista. Spero e sono convinto che, dopo qualche mese di difficoltà oggettive, si arrivi a risanare tutto quello che è il mondo calcistico, sia dilettantistico che professionistico".

D’altronde un nuovo stop sarebbe deleterio.
“Secondo me più che deleterio sarebbe devastante, per l’economia italiana e conseguentemente anche per l’azienda calcio, a tutti i livelli. La nostra speranza deve essere quella che tutto vada per il meglio".

In chiusura, due battute sulla prima squadra?
“Ad inizio stagione le sensazioni sono quasi sempre positive e le nostre aspettative sono anche alimentate dall’essere sostenuti da una proprietà ambiziosa. La volontà è quella di fare un campionato da protagonisti e speriamo di riuscire nell’intento".

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