D’Ulisse: il piacere della scoperta di un super Pescara

Punteggio pieno dopo sette giornate, un attacco fantascientifico con una media di tre gol a partita ed una difesa di ferro con appena due reti subìte. Questi sono i numeri del Pescara targato Luca D’Ulisse. Una squadra che sta correndo il dolce rischio di entrare negli annali per quella che potrebbe essere una vera e propria impresa, ma la strada è ancora lunga... Andiamo allora a scoprire gli ingredienti e segreti della ricetta abruzzese attraverso le parole dell’allenatore biancazzurro che esordisce così: “Sinceramente ci aspettavamo una buona partenza in campionato ma non un avvio di stagione così forte e determinato. Tutto questo è frutto del lavoro della società, attenta e meticolosa in ogni minimo dettaglio e che non lascia nulla al caso. Organizzazione delle attività e professionalità sono alla base. Tanto per fare un esempio, visto l'arrivo di diversi ragazzi proveniente da altre regioni, per quest'anno abbiamo scelto di anticipare l'inizio delle attività proprio per permettere la conoscenza tra tutti gli elementi dello spogliatoio. Detto ciò, per quanto riguarda la situazione di classifica non posso che essere ampiamente soddisfatto, ciononostante non credo che i ragazzi sentano la pressione di essere in vetta al girone, sarà compito mio e dello staff creare in loro consapevolezza. E per consapevolezza intendo costruire una mentalità basata sul miglioramento continuo, non sul risultato quindi, bensì sulla crescita del gruppo. Non abbiamo chissà quali segreti, ma posso dire con certezza che crediamo fortemente nel lavoro giornaliero e c’è grande unione di intenti. Dirigenza e staff seguono una linea comune ben precisa, basata su continui confronti tra allenatori di categorie differenti, in questo modo si possono analizzare diverse situazioni ed allo stesso tempo si ha sempre il supporto di altre figure professionali. Il nostro obiettivo? Senza dubbio quello di foggiare i giovani calciatori per far sì che siano pronti, in futuro, per le categorie superiori e, perché no, per club di primo livello. La formazione dei ragazzi non si ferma agli aspetti prettamente calcistici, ma approfondisce la questione nelle abitudini comportamentali e nella condotta quotidiana"