Bellotti “A Renate dobbiamo cercare di giocare d’anticipo”

Responsabile del settore giovanile del Renate, Riccardo Bellotti dalla fine della stagione 2018-19 sta lavorando per rendere quello dei nerazzurri un progetto competitivo e appetibile per i giovani del territorio lombardo, in una zona condensata di squadre blasonate. I brianzoli in prima squadra hanno non solo un'età bassa ma una rosa composta da soli italiani “Ma si tratta di una casualità” spiega Bellotti “Noi, sia come settore giovanile che come prima squadra, cerchiamo di raccogliere le opportunità che ci vengono offerte al di là della nazionalità”.

Direttore, in un'area importante come quella lombarda, con tanta concorrenza, come cercate di curare il settore giovanile e di fare scouting?

“A livello di reclutamento ovviamente dobbiamo concentrarci in un'area contenuta: non abbiamo la possibilità di avere un convitto o delle strutture che permettano ai ragazzi di trasferirsi. Ci muoviamo in uno spazio limitato e, per quello che possiamo, cerchiamo di dare una mano alle famiglie con una piccola flotta di pulmini che raccoglie i ragazzi nelle province vicine. Ovviamente, con la numerosa concorrenza che c'è in zona, stiamo cercando di costruire una rete di scout importante in modo da inserire elementi di qualità nel nostro settore giovanile. Diventa quindi fondamentale giocare d'anticipo e muoversi prima delle grandi squadre della zona”.

E riuscite ad anticipare gli squadroni?

“In alcune situazioni sì, ce la facciamo. Da quando siamo entrati nei professionisti siamo riusciti in alcuni casi a crescere dei ragazzi che poi magari sono andati solo successivamente in club più blasonati. Le nostre risorse umane sono numericamente inferiori, ma non sempre questo è un ostacolo nel nostro lavoro”.

A Renate avete una squadra molto giovane. È uno degli obiettivi che vi siete posti quello di avere una rosa che abbia un'età anagrafica così bassa?
“Sì, è una delle idee. Quando sono arrivato la prima squadra si era appena salvata all'ultima giornata e fino a quel momento la gestione era stata molto poco programmatica. Negli ultimi anni abbiamo cercato di valorizzare le risorse della società e della prima squadra, abbassando l'età anagrafica e proponendo dei contratti più lunghi, aumentando il valore societario. Questo cambiamento ha dato buoni frutti negli ultimi anni e la speranza è che, nelle prossime stagioni, riusciamo ad individuare dei giovani validi e garantirgli un percorso che gli permetta di arrivare a giocare anche in prima squadra qui a Renate”.

Quali sono le cose per voi più importanti quindi da programmare in un immediato futuro?

“Un nostro problema resta il centro sportivo, perché dobbiamo continuamente individuare dove possono allenarsi giovanili e prima squadra, non abbiamo una struttura che ci permetta di gestire al meglio i gruppi. Il passaggio ulteriore poi è quello di fidelizzare tecnici, istruttori, preparatori; avere persone che capiscano, accettino e condividano gli obiettivi formativi della società, che non sono necessariamente legati al risultato sportivo ma che siano anche morali ed educativi per i ragazzi”.