Bianca Bardin, quando buon sangue non mente

Nel DNA il calcio, quello vero, dei geni trasmessi da suo nonno Adriano Bardin, che, con le maglie di Vicenza, Ascoli, Cesena, Spal e Padova, fu uno dei numeri uno di riferimento in cadetteria negli anni Settanta nel nord Italia. Oltre il profilo calcistico, pure il carattere è lo stesso tra nonno e nipote, come riporta il “giovane” Alberto Malusci, ex difensore centrale di Fiorentina e Olympique Marsiglia: “Adriano era un professionista vero ed una persona genuina. Lo ebbi come preparatore e vice in viola sotto mister Bruno Giorgi.
Era un uomo su cui si poteva fare affidamento e soprattutto, per tu talento che approdavi poco più che bambino in prima squadra, era un qualcuno con cui potevi confidarti e da cui ricevevi consiglio e trovavi ispirazione”
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Insomma riguardo a Bianca Giulia Bardin, centrocampista dell’Empoli, classe 2000, possiamo tranquillamente affermare che “buon sangue non mente”: Vicenza, Verona, Florentia ed ora il club del patron Corsi le piazze vissute tra Serie B e Serie A, con prestazioni da timpano di mediana sempre impeccabili e prive di sbavature. Già a sedici anni, in maglia vicentina ed in cadetteria, il suo tecnico dell’epoca Alessandro De Bortoli le affidava le chiavi del centrocampo, nonostante il fresco approdo dal maschile del PSG Concordia.
Anche un altro suo ex tecnico come Stefano Carobbi, ex Milan e campione d’Europa e del mondo con il diavolo, da noi contattato ha riservato parole importanti per lei: “Ragazza di grande applicazione e dedita costantemente a migliorarsi. Vanta qualità e quantità, binomio che nel femminile è raro. Si deve rendere conto delle potenzialità che ha. Infatti, è una giocatrice ideale per qualsiasi allenatore: per intelligenza e diligenza.”
Noi de “La Giovane Italia”, nell’edizione 2016/2017 dell’almanacco, tecnicamente non avevamo errato nel descriverla così: “Destro educato ed ordinato, conseguente ad una gestione e sensibilità di sfera non usuali per una giovane, che ha ancora ampi, anzi ampissimi, margini di miglioramento”.
Una Bardin che quindi non ha mai smesso di crescere e di migliorarsi, grazie ad un DNA  ed a degli insegnamenti calcistici e di vita che l’hanno portata a raggiungere le quasi cento presenze in Serie A. Una calciatrice destinata  all'azzurro, colori che per ora sta difendendo in terra toscana ma che prima o poi potrebbe indossare pure agli ordini della ct Milena Bertolini.