Gaia Bolognini: “L’esordio in Serie A è solo l’inizio”

Domenica, tra le fila della Florentia San Gimignano, ha fatto il suo esordio in massima serie Gaia Bolognini, centrocampista classe 2003 che già da due anni si fa valere tra le fila delle neroverdi. Talento precoce del calcio giovanile in rosa, Gaia aveva già esordito in Serie B nel 2017 quando, a soli quattordici anni, trovò spazio in prima squadra con la casacca del Bologna. Originaria di Gubbio, dopo un rientro nella natìa Umbria al Perugia, dal 2019 è a San Gimignano dove quest'anno ha festeggiato il suo diciottesimo compleanno (caduto il 27 marzo) esordendo nella massima serie. Nonostante la sconfitta maturata nel match contro il Sassuolo, c'è grande soddisfazione nell'ambiente Florentia per il debutto di una ragazza che sembra avere tutte le carte in regola per farsi strada in Serie A.

Bolognini è una mezzala classica con una grande propensione offensiva. Possiede un tiro potente, con cui sa rendersi pericolosa dalla distanza, sia in azione che su calcio piazzato. Da un punto di vista fisico e atletico è ancora in crescita e sta lavorando sull'intensità da mettere in campo per rendere sempre al meglio al servizio della squadra; al contempo,  possiede buone doti tecniche, che le stanno consentendo di togliersi sempre più soddisfazioni con la maglia della formazione toscana. L'esordio è un riconoscimento al duro lavoro che sta svolgendo allenandosi.

LGI ha deciso di farle qualche domanda, in cui Gaia ha raccontato del suo esordio in Serie A e dei sacrifici fatti per arrivare a giocare nel calcio delle grandi.

Gaia, quali sono state le sensazioni dell'esordio in Serie A?

"È stata un’emozione unica, esordire nella massima categoria era da sempre uno dei miei sogni; è stato un mix di adrenalina e agitazione, legate alla voglia di dare il massimo per aiutare le mie compagne".

L'essere arrivata a giocare in Serie A lo consideri un traguardo oppure un punto di partenza?

"Lo considero sicuramente un traguardo, ma sono sicura sarà solo il primo di una lunga serie".

Quali sono secondo te i tuoi punti di forza? E quali sono invece le cose in cui pensi di dover migliorare per giocare in Serie A?

"I miei punti di forza sono la visione di gioco e il tiro, mentre penso di dover migliorare nel colpo di testa, che è uno degli aspetti in generale più da curare nel calcio femminile".

Sei stata aiutata dalle tue compagne di squadra più grandi? Hai ricevuto consigli preziosi per arrivare pronta all'esordio?

"Da questa esperienza ho imparato tanto, soprattutto osservando le mie compagne di squadra, che mi hanno supportata fin dal primo momento e mi hanno fatto di tutto perché arrivassi pronta all'esordio. In particolare, hanno cercato di aiutarmi all'approccio da un punto di vista mentale, che è il vero aspetto che fa la differenza in massima serie".

Hai qualche modello a cui ti ispiri come calciatrice?

"Sia come ruolo che come stile di gioco mi ispiro a Niccolò Barella".

Stai ancora frequentando la scuola, cosa stai studiando? come ti gestisci tra studio e allenamenti con la Florentia?

"Frequento il quarto anno del liceo sportivo. È un grande impegno riuscire a portare avanti tutto al meglio, perché da lunedì a sabato ho lezione dalle 8:30 alle 13:30, cinque giorni a settimana, e a seguire mi alleno dalle 14:30 alle 16:30. La settimana si chiude la domenica quando, di solito, finalmente si gioca la partita".

Hai qualche materia che ti appassiona di più? Pensi di continuare gli studi una volta terminate le superiori?

"Prediligo le materie scientifiche, in particolare matematica e chimica. Ho ovviamente intenzione di proseguire negli studi e di intraprendere una carriera università, restando comunque in un ambito sportivo".

Quali e quanti sono stati i sacrifici per arrivare a esordire in Serie A?

"I sacrifici sono stati davvero tanti, da quando avevo sei anni non ho mai mollato. Ho sempre visto la Serie A come un sogno lontano, ma ci ho sempre creduto e penso che ne sia valsa la pena. A 13 anni mi sono trasferita a Bologna; tornata a casa, ho disputato un anno a Perugia, prima di vestire la maglia della Florentia".

Chi ti ha supportato di più nella tua scelta di giocare a calcio? I tuoi genitori come presero la tua decisione di giocare a pallone?

"La mia famiglia mi è sempre stata vicina, fin dal primo momento, anche se inizialmente non è stato facile convincerli, soprattutto mia madre. Quando entravo in campo però ero felice e per questo non mi hanno mai negato di giocare. Il mio riferimento è sempre stato mio padre, che da ex giocatore trova sempre le parole giuste per farmi affrontare al meglio ogni partita e per farmi avere quella mentalità necessaria per stare a certi livelli".

Cosa ti piace fare fuori dal campo?

"Nel poco tempo libero che ho mi piace stare con la mia famiglia e gli amici. Quando mi è possibile mi piace molto cucinare".

Hai qualche consiglio per le ragazze più giovani che vogliono fare le calciatrici?

"L’unico consiglio che mi sento di dare è quello di inseguire sempre i propri sogni, perché ho imparato che se una cosa la vuoi davvero, con sacrificio e determinazione, la ottieni sempre. Lottate sempre perché ogni sogno è realizzabile".

Credit photo: Ufficio stampa Florentia San Gimignano

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