Federico Caia, livornese doc che sogna in amaranto

Nelle ultime settimane, diversi giovani talenti hanno avuto modo di esordire nelle loro rispettive squadre. Una grande opportunità, per ragazzi che altrimenti sarebbero stati fermi per via dello stop dei campionati giovanili. La Serie C è la categoria che ospita molti di questi prospetti tra cui Federico Caia, attaccante del Livorno.

Tante esperienze giovanili e l’esordio con il “suo” Livorno

Nato il 21 aprile 2003 a Livorno, Caia non può che avere il colore amaranto nel suo destino. Il suo percorso giovanile però è ricco di esperienze. Comincia nell’Ardenza – società dilettantistica livornese –, per poi passare alla Fiorentina in cui milita fino al 2016. Nell’estate di quell’anno si trasferisce al Livorno, dove viene aggregato alla formazione dei Giovanissimi regionali. Il suo impatto è devastante, con 15 gol in quella stagione e numeri positivi sotto porta anche nella successiva. Le sue prestazioni attirano i radar degli attenti osservatori dell’Atalanta, club dove si trasferisce in prestito nell’estate del 2018.

Il suo soggiorno a Bergamo dura una sola annata, per poi tornare nella sua amata Livorno a completare il percorso nelle giovanili. Nella stagione 2019/20 è tra gli elementi di spicco dell’Under 17 amaranto, in cui si mette in mostra a tal punto da collezionare le sue 2 prime apparizioni con la Primavera. Un percorso fatto di tappe raggiunte prima di tanti suoi coetanei, che prosegue all’inizio di questo campionato. Con la Primavera ferma a causa del Covid, Caia viene ben presto aggregato alla prima squadra. Dopo un paio di panchine, esordisce nel finale del match vinto per 3-0 contro la Giana Erminio. Pochi minuti in campo, ma difficilmente dimenticabili da un ragazzo di 17 anni.

Gol, fisicità e intelligenza tattica: il Livorno ha un nuovo bomber?

Caia è una classica prima punta moderna, dotata di un’imponente struttura fisica che possiede fin dalla tenera età. Come tutti i centravanti degni di questo nome sa essere letale negli ultimi metri, ma risulta efficace anche quando si trova spalle alla porta e partecipa alla costruzione della manovra facendo salire i compagni. Per il resto della squadra è un punto di riferimento, che può ancora migliorare sul piano della determinazione. Certamente non gli mancano gli esempi illustri da cui prendere spunto, visto che Livorno ha ammirato attaccanti abituati a mangiare pane e gol come Protti e Lucarelli.