Gaia Bolognini, dalla viola al Chievo per crescere

Quando l’ex stella del Milan ‘89/’90  Stefano Carobbi, in qualità di direttore tecnico del Florentia, la fece esordire in Serie A il 27 marzo 2021, contro il Sassuolo, si capì subito che Gaia Bolognini sarebbe stata una predestinata. Una giornata da non dimenticare per la giovane promessa classe 2003: per l’esordio sul primo palcoscenico calcistico italiano e perché avvenne proprio il giorno del suo compleanno, per un diciottesimo assolutamente unico ed irripetibile.
Da allora solo una escalation di risultati e prestazioni top per lei, che hanno portato la centrocampista di origine umbra ad attirare l’attenzione della Fiorentina e poi, una volta sottoscritto in viola, quella del Chievo Verona, che l’ha presa in prestito dal giglio.
Attualmente in Serie B, all’ombra dell’Arena, una stagione costellata da dodici gare disputate su dodici totali, nove da titolare, e due reti, con una costanza ed una applicazione tali da farla risultare una delle top player gialloblu. Una sorpresa inaspettata quanto gradita per la presidentessa Alice Bianchini, per il direttore sportivo Massimiliano Rossi e per il direttore tecnico Simone Lelli, il quale l'aveva già notata quando era in carica ad Arezzo e Bolognini militava nel Florentia. Una personalità certo non trascurabile anche per carisma e sicurezza, già ben chiara dalle dichiarazioni post esordio in Serie A contro il Sassuolo: "Ho raggiunto sicuramente un traguardo, ma è solo il primo di una lunga serie".
Pochi sono a viva conoscenza, inoltre, che la promessa proprietà Fiorentina deve molto soprattutto a suo padre, il signore Moreno Bolognini: ma mentre lui era un centrocampista di equilibrio e gestione, ex giovanili del Gubbio, sua figlia si sta dimostrando una giocatrice capace di proporsi approfittando degli spazi avanzati ed atta alla conclusione, per la gioia di una compagine veronese che sta volando in cadetteria.
Una calciatrice alla luce di ciò destinata a rientrare in terra toscana ed in un futuro ad indossare una maglia numero dieci portata con onore e trionfalmente da Giancarlo Antognoni e nel femminile da Tatiana Bonetti: ad oggi un sogno per Bolognini, ma in un domani una probabile realtà.