La Spal sale sul tetto d’Italia con la sua Under 18!

Mancava dal 1986 un titolo nei campionati giovanili per la Spal. Di quella formazione faceva parte Massimo Pedriali, allenatore dei nuovi campioni d’Italia per la categoria Under 18. Questo successo era per certi versi nell’aria, il gruppo dei nati nel 2004, fin dal primo anno in cui ha disputato i campionati nazionali del settore giovanile scolastico si è sempre espresso ad alti livelli. Da Under 15 i giovani estensi si erano fermati ai quarti di finale, mentre lo scorso anno (nel 2020 le competizioni non ripresero, ma stavano a loro disputando un gran campionato) avevano sfiorato la finalissima, venendo battuti in rimonta dalla Roma in semifinale.

Il salto di categoria, con la formazione proprio in occasione di questo campionato dell’Under 18, ha subito fatto pensare che questo gruppo, in buona parte rimasto intatto, ma ritoccato intelligentemente con l’avvento del nuovo responsabile del settore giovanile Andrea Catellani, potesse addirittura migliorare i risultati delle annate precedenti c’è stata da subito. Attorno ai confermatissimi portieri Lorenzo Abati e Michele Pezzolato, al difensore centrale Joseph Abdalla ed agli intoccabili Nicolò Contiliano, Francesco Dell’Aquila e Filippo Puletto, senza dimenticare Filippo Saiani da sotto età, è stata infatti costruita una squadra di tutto rispetto. In questo senso, la prima mossa è stata quella di riportare a casa Alessandro Boccia, dopo l’ottima stagione passata a Ferrara l’anno scorso, una volta arrivato in prestito dal Fano. Dopo di che, l’undici titolare è stato completato dagli arrivi di Andrea Valdesi in prestito dalla Juventus, Andrea Semenza dall’Inter e Jacopo Martini, che Catellani ha portato con sé da Verona.

L’avvio è stato promettente: gol a raffica, miglior attacco del campionato e seconda posizione in classifica. Dopo il giro di boa, tuttavia, il gruppo perde la bussola. Il tecnico Paolo Mandelli viene promosso ad allenare la Primavera dopo la separazione con Fabrizio Piccareta e con lui, per cercare di rimediare ad una situazione di classifica complicata, salgono di categoria anche Martini, Boccia e Puletto. Senza una buona parte dei suoi terminali offensivi, qualche infortunio in difesa (Vaher e Valdesi) ed il cambio di guida tecnica, l’Under 18 stenta per buona parte del girone di ritorno al punto da rischiare un posto playoff che sembrava garantito fino a ricostruire nelle ultime battute della stagione regolare degli equilibri che erano mancati. La crescita di Alessandro Gobbo ed Edoardo Cavallini ha consentito di ritrovare la solidità difensiva ed il ritorno dalla Primavera di alcuni elementi chiave sopracitati, hanno dato nuova linfa all’attacco e gli estensi sono così giunti alle fasi finali.

Si è un po’ rivisto in questa finale tutto quello che è successo in un’intera stagione in casa Spal. In una prima frazione equilibrata, in cui i ragazzi di Pedriali cercavano di fare la partita, giocando tecnicamente meglio degli avversari che badavano ad attendere e non rischiare, accadeva l’incidente di percorso con la scivolata di Abati che consentiva ad uno scaltro Raimondo di depositare il pallone in rete con un pallonetto a 5’ dalla fine. La situazione si è però ribaltata nella ripresa. L’errore di Mercier dopo 2’ dalla ripresa delle ostilità, di cui ha approfittato Semenza per servire a Dell’Aquila il gol del pari, ha cambiato mentalmente l’inerzia di una partita, all’apparenza tutta a favore dei felsinei. Da lì in poi la Spal, andando anche oltre le fatiche della dispendiosa finale con la Roma, ha esercitato una pressione costante, premiata dal gol decisivo all’84’ ancora di Dell’Aquila che al termine di un’azione personale sorprendeva Bagnolini con un destro sul suo palo. Proprio l’ala destra, alla sua ultima partita con la Spal (è già stato acquistato dal Torino nell’ambito dell’affare Seck, ed è rimasto in prestito fino a giugno) ha chiuso la sua avventura nel migliore dei modi, scrivendo una pagina indelebile di storia per un club che però vuole solo che questo sia un punto di partenza.