L’ex LGI si racconta: parola a Matteo Figoli

Nuovo appuntamento con la rubrica “Ex LGI”, dopo avervi raccontato le vicissitudini di Enrico Celeghin del Renate, diamo voce quest’oggi ad un altro centrocampista. Nello specifico Matteo Figoli, classe 2000 alla sua terza esperienza tra i professionisti.

LE CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
“Sono un centrocampista che, soprattutto negli ultimi anni, agisce quasi prevalentemente nel ruolo di mezzala. Posso comunque ricoprire anche altre posizioni a centrocampo, per esempio so muovermi bene davanti alla difesa. Ho una buona fisicità unita a corsa e tecnica di base. Nell’ultimo periodo ho iniziato a buttarmi più in avanti e inserirmi per andare a chiudere le azioni, cosa che prima facevo con meno frequenza”. Un centrocampista abile nelle due fasi capace di creare e impostare le geometrie di gioco vista l’abilità e la pulizia nel palleggio. La stazza c’è tutta: 1,85 di altezza a garanzia di compattezza e forza per il reparto. Gli assi nella manica? “Credo che i miei punti di forza siano l’intelligenza a livello tattico e l’inserimento. Anche se non sono tanto simili a me per caratteristiche, ammiro particolarmente il modo di stare in campo di Jorginho e Busquets: giocano sempre, muovono la palla velocemente, spesso di prima. Mi piacciono i centrocampisti che sanno stare nel vivo del gioco e che toccano tanti palloni”.

IL PERIODO DELLE GIOVANILI
Il percorso calcistico di Figoli inizia dalle parti di casa propria, alla Sarzanese, squadra dilettantistica della città di Sarzana, in provincia di La Spezia, che in seguito al fallimento è stata rinominata in Tarros Sarzanese. Successivamente, viene prelevato dallo Spezia, dove inizia la trafila che lo porterà fino alla Primavera: “Il mio percorso a livello giovanile è stato abbastanza normale, senza particolari intoppi ma nemmeno momenti particolarmente esaltanti. Ho faticato durante il periodo dell’Under 15, quando trovai poco spazio, molto probabilmente per via del fisico, che doveva ancora svilupparsi del tutto”. Dalla stagione 2018/19, Figoli viene aggregato più volte alla prima squadra. “Durante la permanenza a La Spezia ho avuto modo di conoscere persone fantastiche. Avendo avuto la fortuna di giocare vicino a casa, quelli che erano già miei amici sono diventati anche miei compagni di squadra. Qualcuno di loro ha smesso e ha preso altre strade, mentre alcuni di loro, come me, sono arrivati nei professionisti, tra i quali cito Leonardo Benedetti, Samuele Mulattieri e Antonio Candela”.

IL SALTO TRA I GRANDI
Nel 2019 il definitivo salto tra i grandi. Il prestito alla Pianese in Serie C rappresentò la prima esperienza tra i professionisti per Matteo, che in quella stagione totalizzò 16 presenze e siglò una rete: “Quella stagione terminò con la retrocessione, ma fu proprio per questo motivo un’esperienza formante, ho imparato tante cose e a livello personale è stato una parentesi positiva in quanto trovai continuità e migliorai tanto”. Poi il ritorno a La Spezia, dove portò a termine la stagione facendo la spola tra Primavera a prima squadra senza però esordire. L’anno scorso una nuova avventura in prestito, dove ha vestito la maglia della Pergolettese. Lo score fu di 23 presenze ed un gol. Quest’anno ancora un’esperienza in prestito, questa volta il progetto che ha deciso di sposare è quello della Carrarese. L’inizio di stagione è positivo: una dozzina le presenze totalizzate fino ad oggi, condite da una rete siglata lo scorso 28 novembre nel match casalingo vinto per 4-0 contro il Teramo: “Sono contento per il gol e spero di farne tanti altri in futuro. Sono partito col piede giusto e voglio continuare su questa strada dando il massimo per raggiungere gli obiettivi”.

TRA PADEL E ASPETTATIVE FUTURE
Figoli non sta frequentando al momento corsi di studio ma, parallelamente al calcio porta avanti un hobby, quello del padel: “Soprattutto nel periodo estivo, lo pratico per tenermi in movimento e perché mi diverte molto e mi permette di passare del tempo con gli amici”. All’immancabile domanda sulle aspirazioni future: “Al post calcio giocato, detto con molta sincerità, sto pensando ancora poco. Ho ancora una carriera davanti e spero di rimanere più a lungo possibile in questo mondo. Non posso escludere in un prossimo futuro di provare ad intraprendere una seconda carriera all’interno del calcio, non come calciatore, ma in veste dirigenziale. Nel caso in cui il calcio non possa garantirmi un futuro sono pronto ad andare a lavorare nell’azienda di auto-spurghi di mio padre, non ho paura di sporcarmi le mani. Aspetto, questo, che non deve passare inosservato, anzi, dev’essere d’esempio per tutti, soprattutto perché stiamo parlando di un ragazzo di 20 anni: il calcio non è per sempre e l’umiltà e la capacità di adattamento, soprattutto per chi è reduce da una carriera da professionista, non sono affatto scontate.