Simone Pafundi: 2006 dell’Udinese che illumina l’Under 15

Nell’ultimo weekend l’Udinese si è imposta per 3-1 ai danni del Cagliari, vittoria che ha permesso alla formazione allenata dal tecnico Simone Zompicchiatti di volare a quota 9 punti in classifica. Dopo cinque giornate di campionato disputate risalta all’occhio il curioso ruolino di marcia dei bianconeri. Se lontano da Udine i friulani fanno fatica (due sconfitte), davanti al proprio pubblico riescono ad esaltare maggiormente le proprie qualità e non è un caso che tutti i punti conquistati fino a questo momento siano stati ottenuti nel proprio fortino. Chi si sta mettendo particolarmente in luce in questo momento è Simone Pafundi, gioiellino classe 2006 che contro i sardi ha fatto registrare una doppietta, niente male per un calciatore sotto età chiamato a confrontarsi con ragazzi di un anno più grandi. Il numero 10 bianconero, oltre a questo ottimo inizio di stagione, può vantare un passato di assoluto livello. Nel gennaio 2019, allo Stadio Romeo Menti di Vicenza l’Under 14 dell’Udinese ha conquistato il secondo posto nella terza edizione della "GLS Christmas Cup" e Simone catturando l’attenzione con il premio di miglior giocatore del torneo in virtù delle 4 reti segnate. Passano alcuni mesi, fino ad arrivare a giugno 2019, ma la sostanza non cambia e nel torneo Internazionale Memorial "Giuseppe Augello", Pafundi è il capocannoniere della competizione. Abbiamo allora intervistato Angelo Trevisan, responsabile tecnico del settore giovanile dell’Udinese, ecco il suo pensiero sul fantasista bianconero: “Simone è con noi da ben cinque anni, lo abbiamo preso che era piccolissimo. Di lui posso dire che ha un carattere forte, oltre ad essere un talento puro, è quindi anche un leader. Sa quello che vuole ed è determinante, sia in campo che fuori. Personalmente non mi stupisce che stia facendo così bene, sono già tre anni che gioca sotto età. Detto questo dobbiamo stare attenti perché la strada per diventare un calciatore è ancora molto lunga, ne abbiamo visti fin troppi di fenomeni da giovani che poi si sono persi, deve restare con i piedi per terra. Un aspetto su cui mi concentro molto è la scuola, essendo responsabile del settore giovanile voglio che i miei ragazzi abbandonino mai questa strada, non tutti devono diventare necessariamente giocatori. La qualità migliore di Pafundi? Vede spazi e tempi di gioco che a volte i suoi compagni non capiscono. È capace di capire anticipatamente cosa succederà nell’azione che si sta svolgendo”.