SportelLGI – Il vincolo e la riforma dello sport: 3^ parte

La Giovane Italia è, ormai da quasi dieci anni, in prima linea per tutte le tematiche che ruotano intorno al calcio giovanile nostrano. Adesso, alle porte del nostro decennale, abbiamo deciso di scendere in campo, come e più di sempre. Grazie alla penna tagliente di Luca Vargiu, amico LGI di vecchia data, lanciamo la sezione "SportelLGI": un'idea che si propone di diventare appunto uno sportello di sfogo e di denuncia, sempre aperto e a disposizione dei naviganti che per caso o per scelta si sono imbattuti nel nostro progetto. E che da oggi invitiamo ad esporre storie, problematiche e dubbi, anche "normativi", in merito all'attualità del nostro calcio giovanile. Dopo il nostro "filone introduttivo" (prima puntata di giovedì 19 novembreseconda di domenica 22 novembre, terza di venerdì 27 novembre e la quarta di domenica 29 novembre), Luca torna a trattare una tematica da sempre spinosa del calcio giovanile e dilettantistico: quella del vincolo sportivo, introdotta con la prima puntata di martedì 8 dicembre. e la seconda di domenica 13 dicembre.

Adesso la federazione ha tempo fino al termine della stagione sportiva 2021/2022 per recepire la legge e normarla ma, sul vincolo sportivo, dalle prime reazioni si prospettano giorni, settimane, ma forse più mesi, di scontro.

Duro, probabilmente. 

La LND si erge a “diga contro la catastrofe” e attraverso il suo numero uno, Cosimo Sibilia (e probabile sfidante di Gravina alle prossime elezioni per la presidenza della Figc), ha già fatto sapere che “Le norme sul vincolo sportivo presenti nei decreti attuativi rappresentano una grave minaccia per l'esistenza del calcio dilettantistico a partire dalle scuole calcio, coinvolgendo l'intera filiera dell'attività giovanile, che è la vera risorsa del movimento unitamente all'attività delle prime squadre fondata principalmente sulla valorizzazione dei giovani. Il vincolo di tesseramento, invece, assunto con le tutele già presenti, costituisce un elemento essenziale di sussistenza per ogni singola società dilettantistica, pertanto va mantenuto nella sua attuale regolamentazione.”

Le società dal canto loro, s’impuntano e chiedono interventi della FIGC mentre su alcuni giornali – gli stessi che non hanno mai raccontato in precedenza i problemi legati al vincolo sportivo – la campagna contro la riforma, ma anche in previsione delle prossime elezioni (non siamo allocchi) è già cominciata.

Chi difende il vincolo sostiene che solo attraverso questo tipo di accordo si riesce a preservare l’investimento fatto dalle società nel periodo di crescita dell’atleta e che il rischio di avere tesserati liberi di andare via ogni anno avrebbe conseguenze pesanti, o addirittura tragiche sulle associazioni sportive segnandone la fine. Su questa presa di posizione a sostegno del vincolo come fondamentale fonte di sostentamento per i vivai si potrebbe discutere a lungo parlando delle quote annuali, dei premi di preparazione e del fatto che spesso queste entrate siano finite per pagare i rimborsi di giocatori delle prime squadre (che non è propriamente un investimento sui giovani), per esempio, senza dimenticare di come sia stato fatto il mercato tra le piccole società negli anni, con non pochi pezzi di denaro contante che passavano tra le mani dei dirigenti a corredo di fogli di trasferimento ufficiali, ma visto che è meglio concentrarsi su chi ha sempre fatto le cose perbene e che adesso non protesta e ha solo qualche dubbio su come verrà garantito “il giusto riconoscimento” dichiarato dal ministro Spadafora, si può confermare che ci sarà un premio di formazione. 

In quali termini? 

Lo stabilirà la federazione e quello che tutti ci auguriamo è che lo faccia tenendo conto delle esigenze delle società che realmente sui vivai investono e che i futuri premi non solo siano congrui, ma corrisposti in modo chiaro e che in nessun modo diventino una nuova occasione di ricatto per i giocatori e le famiglie. Purtroppo però – come prevedibile – la posizione della Figc è stata chiarita dal presidente Gravina: "La Figc si è dichiarata 'contraria' al tema dell'abolizione del vincolo sportivo inserito nella riforma dello sport voluta dal ministro Spadafora. La mia posizione è sempre stata chiara” aggiungendo poi “Abbiamo ancora 90 giorni per dialogare e migliorare una norma che ha un impatto enorme per il mondo del calcio e dello sport dilettantistico”.

Novanta giorni in cui succederà di tutto.

Il vincolo è un istituto superato, inutile e dannoso per lo sport giovanile e dilettantistico e negare che sia stato un problema è più accettabile per giustificare in qualche modo gli effetti collaterali di cui ho accennato in precedenza. Vincoli e svincoli a pagamento, premi pagati dalle famiglie, di questo si racconta poco, da una parte perché si ha vergogna ad ammettere di aver pagato per essere liberi di giocare (ma c’è chi compie l’impresa di vincolarsi ancora dopo essersi svincolato), dall’altra, ovviamente, conviene negare che questa sia una pratica ormai diffusa e collaudata. Ciò che più colpisce e che non è accettabile è stata – ed è ancora – l’indifferenza della Figc al fatto che per colpa di questi maneggi siano tanti, troppi, le ragazze e i ragazzi truffati e costretti a non giocare più. 

Non è anche questo un impatto enorme cui tenere conto?

Luglio 2022 è lontano, e dalle prime reazioni la sensazione che sul vincolo sportivo nulla sia deciso definitivamente e che ne torneremo a parlare presto, è una certezza. L’argomento sarà certamente valido per accaparrarsi voti da parte dei candidati alla prossima Assemblea elettiva del 22 Febbraio 2021 che stabilirà il “nuovo” Presidente della Figc e certamente – gli avvenimenti degli ultimi anni lo dimostrano in modo chiaro – pronunciarsi a favore dell’abolizione non aiuterà a mantenere o conquistare la poltrona; restare attaccati saldamente al passato, sì.

Tocca quindi attendere ancora ma per concludere con una speranza concreta di rinnovamento, basato sulla forza delle idee proiettate al futuro per portare avanti il cambiamento, ecco che si prospetta anche il ritorno di Carlo Tavecchio. Sì, proprio lui, che in procinto di candidarsi alla presidenza del Comitato Regionale Lombardia (e chissà che poi non ci sia dietro altro), tra le altre cose ci ricorda il suo pensiero sul vincolo: “Se il Parlamento approverà la sua abolizione sarà il colpo di grazia per le società dilettantistiche. La situazione è tragica e non se ne rendono conto”.

Contenti dell’ulteriore puntello alla diga?

Ma come è possibile svincolarsi fino all’entrata in vigore della nuova legge? E sul premio di preparazione sappiamo tutto? Ne parleremo nei prossimi appuntamenti.

Intanto, se hai storie di vincolo che ci vuoi raccontare, scrivici al nostro indirizzo e-mail: info@lagiovaneitalia.net